Donna in menopausa esegue curl con manubri accanto a richiami illustrati di muscolo e osso
Allenamento

Menopausa e allenamento: perché i pesi diventano fondamentali

1. Perché i pesi diventano fondamentali in menopausa?

Durante e dopo la menopausa, l'allenamento con i pesi diventa particolarmente utile perché è lo stimolo più specifico per conservare la forza e la massa muscolare. Non è l'unica attività che serve e non sostituisce il lavoro aerobico, l'equilibrio o, quando appropriato, gli esercizi con impatto. È però una componente che una semplice camminata non riesce a replicare completamente.

Con “pesi” non si intendono soltanto bilancieri molto carichi. Rientrano nell'allenamento di resistenza anche manubri, macchine, elastici e alcuni esercizi a corpo libero, purché lo stimolo sia abbastanza impegnativo e possa progredire nel tempo. Il punto non è scegliere l'attrezzo più difficile, ma dare a muscoli e ossa un motivo per adattarsi.

2. Che cosa cambia davvero tra menopausa e invecchiamento?

Menopausa e invecchiamento procedono insieme, ma non sono la stessa cosa. Le raccomandazioni dell'International Menopause Society sottolineano che gran parte dell'aumento di peso nella mezza età dipende dall'età, dalla riduzione della massa magra e dal calo dell'attività quotidiana. La diminuzione degli estrogeni sembra contribuire soprattutto alla redistribuzione del grasso verso l'addome e al peggioramento della salute ossea.

Questo significa che la menopausa non “spegne” il metabolismo e non rende inevitabile perdere muscoli. Aumenta però l'importanza di contrastare attivamente i cambiamenti che accompagnano l'età: meno forza, minore stimolo meccanico sulle ossa e, in alcune persone, più difficoltà nel mantenere una composizione corporea favorevole.

3. Il beneficio più solido riguarda forza e massa muscolare

Le prove più convincenti riguardano la forza. Una meta-analisi del 2026, che ha raccolto 126 studi e 4.019 donne, non ha trovato una risposta significativamente diversa tra partecipanti prima e dopo la menopausa. In altre parole, anche dopo la menopausa è possibile diventare più forti e migliorare la composizione corporea: non è “troppo tardi” per iniziare.

Un'altra ampia revisione su donne postmenopausali ha rilevato miglioramenti della forza degli arti inferiori e superiori. Questo non riguarda soltanto l'estetica. Avere più forza rende più semplici azioni come alzarsi da una sedia, salire le scale, trasportare le borse o recuperare l'equilibrio dopo un inciampo.

L'incremento medio della massa magra è più contenuto rispetto a quello della forza, ma rimane clinicamente interessante. In una meta-analisi di 101 studi randomizzati, il resistance training è stato associato a circa 0,90 kg in più di massa priva di grasso. È una media di gruppo, non una promessa individuale: risultato e tempi dipendono da programma, esperienza, alimentazione, recupero e costanza.

Quattro funzioni dell'allenamento in menopausa: forza, massa muscolare, ossa e programma completo
I pesi sono la componente più specifica per forza e massa magra; ossa e salute generale richiedono un programma più ampio.

4. Pesi, ossa e rischio di osteoporosi

Le ossa rispondono al carico meccanico, ma la risposta non è identica in tutte le sedi e non dipende semplicemente dal “fare movimento”. Una meta-analisi specifica sul resistance training ha rilevato effetti piccoli o moderati sulla densità minerale della colonna lombare, del collo del femore e dell'anca. Gli autori, però, non sono riusciti a identificare un'unica combinazione ideale di intensità e frequenza.

Il trial LIFTMOR ha ottenuto risultati più marcati con un programma supervisionato che combinava resistenza ad alta intensità e impatto, due volte a settimana per otto mesi. Nelle partecipanti con ridotta massa ossea, la densità lombare è aumentata in media del 2,9%, mentre nel gruppo di confronto è diminuita dell'1,2%. Questo studio mostra che l'osso può rispondere anche dopo la menopausa, ma non autorizza a copiare autonomamente un programma oltre l'85% del massimale: le partecipanti erano selezionate e seguite, e l'intervento non comprendeva soltanto pesi.

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5. I pesi fanno dimagrire in menopausa?

I pesi possono aiutare la composizione corporea, ma non sono una scorciatoia per dimagrire. Nella meta-analisi citata, il solo resistance training ha ridotto mediamente la massa grassa di 0,45 kg: una variazione piccola che non raggiungeva la significatività statistica. L'effetto era più chiaro sulla massa magra che sul grasso.

Per perdere grasso, attività aerobica, alimentazione e bilancio energetico mantengono quindi un ruolo centrale. Il vantaggio dei pesi durante un percorso di dimagrimento è soprattutto aiutare a conservare il tessuto muscolare e la capacità fisica. Per questo, nella maggior parte dei casi, la soluzione più razionale è combinare forza e cardio invece di metterli in competizione.

6. I pesi riducono vampate e sudorazioni notturne?

Non possiamo considerarli una terapia dimostrata per i sintomi vasomotori. Un piccolo studio di 15 settimane aveva rilevato una riduzione importante delle vampate moderate e severe e, a sei mesi, il gruppo inizialmente allenato riferiva 2,8 episodi nelle 24 ore contro 4,8 nel gruppo di controllo. A due anni, però, la differenza non era più significativa.

L'allenamento può migliorare benessere, sonno e percezione della propria salute, ma promettere che i pesi “curino” le vampate andrebbe oltre le prove disponibili. Se i sintomi sono rilevanti, meritano una valutazione specifica e non soltanto una modifica della scheda in palestra.

7. Quante volte allenarsi e con quali carichi?

Le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e le raccomandazioni dell'International Menopause Society indicano il rafforzamento dei principali gruppi muscolari almeno due giorni a settimana. Non esiste però un carico universale valido per tutte.

Se inizi da zero, la priorità è imparare i movimenti e trovare un livello che permetta una tecnica stabile. Nel tempo, lo stimolo deve diventare progressivamente più impegnativo: si può aumentare il carico, eseguire più ripetizioni, migliorare l'escursione del movimento o scegliere una variante più difficile. Allenarsi sempre con una resistenza troppo facile limita l'adattamento; iniziare troppo pesante aumenta invece la probabilità di dolore e abbandono.

Le due sedute possono essere total body, includendo movimenti di spinta, tirata, accosciata o alzata da seduta, estensione dell'anca e trasporto di carichi. La selezione concreta dipende da mobilità, esperienza, attrezzatura, obiettivi e condizioni cliniche.

8. Quando servono più cautela e supervisione?

Una diagnosi di osteopenia non significa automaticamente che i pesi siano vietati. Al contrario, il carico può essere parte della gestione. Cambia però il modo in cui il programma va costruito, soprattutto in presenza di osteoporosi severa, fratture vertebrali o dell'anca pregresse, dolore non valutato, instabilità, sintomi importanti del pavimento pelvico o patologie cardiovascolari non compensate.

In queste situazioni non basta ridurre ogni esercizio a un “pesetto leggero”, ma non è prudente neppure copiare protocolli intensi trovati online. Servono scelta degli esercizi, progressione e supervisione coerenti con il rischio individuale. La sicurezza osservata in un trial controllato non equivale alla sicurezza di qualunque allenamento pesante svolto senza istruzioni.

9. Come costruire un programma completo

Un programma efficace in menopausa non ha bisogno di essere complicato, ma deve coprire obiettivi diversi.

a. Forza: almeno due sedute settimanali che coinvolgano i principali gruppi muscolari e prevedano una progressione misurabile.

b. Attività aerobica: l'OMS raccomanda 150-300 minuti moderati oppure 75-150 minuti vigorosi alla settimana, adattati a capacità e salute.

c. Equilibrio e carico osseo: soprattutto con l'avanzare dell'età, esercizi di equilibrio e, se appropriati, attività sotto carico o con impatto completano ciò che pesi e cardio non coprono da soli.

d. Recupero e alimentazione: sonno, energia disponibile e proteine adeguate influenzano la risposta. L'IMS indica generalmente 1-1,2 g di proteine per kg di peso al giorno nella mezza età, ma il fabbisogno va personalizzato, soprattutto in presenza di malattia renale o altre condizioni cliniche.

La frequenza ideale è quella che permette di essere costanti e di recuperare. Tre allenamenti perfetti seguiti da settimane di stop valgono meno di due sedute sostenibili che diventano progressivamente più efficaci.

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10. In conclusione

I pesi diventano fondamentali in menopausa perché allenano in modo specifico ciò che tende a ridursi con l'età: forza, massa muscolare e capacità di tollerare carichi. La risposta all'allenamento rimane possibile anche dopo la menopausa e non è necessario avere un passato sportivo per iniziare.

La frase corretta, però, è “pesi fondamentali”, non “solo pesi”. Per proteggere salute cardiovascolare, autonomia e ossa serve un programma completo, progressivo e compatibile con la tua situazione clinica. Il miglior allenamento non è quello più estremo: è quello abbastanza efficace da produrre adattamenti e abbastanza sostenibile da accompagnarti negli anni.

Autore dell'articolo

Luca Franciosi
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi del Lazio e dell'Abruzzo
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Il Dott. Luca Franciosi è biologo nutrizionista, chinesiologo e personal trainer. Grazie a una formazione multidisciplinare, integra nutrizione e attività fisica nella costruzione di percorsi personalizzati, orientati al miglioramento della salute, della composizione corporea e delle abitudini quotidiane.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e l’abilitazione alla professione di biologo, dopo una prima laurea in Scienze Motorie a indirizzo biosanitario. Ha inoltre approfondito la propria preparazione con un Master di I livello in Nutrizione clinica e diverse formazioni dedicate all’allenamento e all’esercizio posturale.

All’interno di Theia si occupa di accompagnare le persone nel percorso nutrizionale, combinando rigore scientifico, ascolto e indicazioni concretamente applicabili alla vita quotidiana. La doppia competenza in nutrizione e movimento gli consente di considerare alimentazione ed esercizio come parti complementari dello stesso percorso di salute.

FAQ

Quante volte a settimana fare pesi in menopausa?

Le linee guida raccomandano di allenare i principali gruppi muscolari almeno due giorni a settimana. Frequenza, volume e carico vanno poi adattati a esperienza, recupero, obiettivi e condizioni cliniche.

Con osteopenia o osteoporosi si possono fare pesi?

Spesso sì, e il carico può essere utile per muscoli e ossa. In presenza di osteoporosi severa, fratture pregresse, dolore o instabilità, esercizi e progressione devono però essere individualizzati e supervisionati.

I pesi fanno dimagrire in menopausa?

Possono migliorare la composizione corporea e aiutare a conservare massa muscolare, ma da soli producono in media una perdita di grasso modesta. Per dimagrire contano anche alimentazione, bilancio energetico e attività aerobica.

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici di Trapani
4393

Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

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