Nutrizione

Carboidrati durante l’allenamento: servono davvero?

1. Carboidrati durante l’allenamento: servono davvero?

Nel mondo dello sport si parla spesso di carboidrati prima o dopo l’allenamento, ma molto meno di quelli assunti durante la sessione. Eppure, in alcune situazioni, i cosiddetti carboidrati “intra-workout” possono fare la differenza.

Il punto chiave è che non tutti gli allenamenti richiedono lo stesso supporto energetico. Quando l’attività è lunga o intensa, il corpo può esaurire progressivamente le riserve di glicogeno e la glicemia può iniziare a calare. In questi contesti assumere carboidrati durante l’esercizio può aiutare a mantenere la performance fisica e anche la concentrazione mentale, rendendo l’allenamento più sostenibile e di qualità.

2. Cosa dicono le linee guida sulla nutrizione sportiva

Le raccomandazioni utilizzate più spesso in ambito sportivo non sono basate su un singolo numero valido per tutti, ma su una scala che dipende soprattutto dalla durata dell’attività.

Il position statement pubblicato nel 2016 da Academy of Nutrition and Dietetics, Dietitians of Canada e American College of Sports Medicine suggerisce che durante allenamenti o competizioni della durata di circa 1–2,5 ore l’assunzione di carboidrati può collocarsi intorno a 30–60 grammi all’ora.

Quando l’attività diventa molto lunga  per esempio nelle gare di endurance che superano le tre ore  i documenti di consenso indicano che si può arrivare anche a circa 90 grammi all’ora, soprattutto se si utilizzano miscele di carboidrati differenti. Il consenso scientifico del International Olympic Committee sottolinea infatti che combinare fonti come glucosio o maltodestrine con fruttosio permette all’intestino di assorbirne quantità maggiori rispetto a un singolo tipo di zucchero.

Il principio implicito in questi documenti è importante: non è una gara a chi assume più carboidrati, ma un equilibrio tra beneficio energetico e tolleranza gastrointestinale.

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3. Cosa mostrano le revisioni sistematiche

Le revisioni sistematiche e le meta-analisi sugli studi controllati confermano che assumere carboidrati durante esercizi di endurance migliora la performance rispetto al placebo.

In generale, i benefici emergono soprattutto negli esercizi che durano almeno un’ora e con assunzioni comprese approssimativamente tra 30 e 80 grammi all’ora, un intervallo che coincide abbastanza bene con quello suggerito dalle linee guida.

È importante però ricordare che gli studi disponibili sono molto eterogenei. Cambiano lo sport praticato, l’intensità dell’attività, l’alimentazione prima dell’allenamento e anche la forma dei carboidrati utilizzati (bevande, gel o alimenti solidi). Per questo motivo non esiste un “numero perfetto” universale: ciò che funziona per un atleta può non essere ottimale per un altro.

4. Quando possono dare problemi

Aumentare molto l’apporto di carboidrati durante l’attività può creare disturbi gastrointestinali, soprattutto se l’intestino non è abituato. Per questo motivo molti allenatori e nutrizionisti parlano di “training dell’intestino”: le strategie nutrizionali vanno provate in allenamento, non sperimentate direttamente in gara.

Alcune condizioni richiedono inoltre particolare attenzione. Nelle persone con diabete trattato con insulina o sulfaniluree, ad esempio, l’assunzione di carboidrati durante l’attività deve essere pianificata con attenzione per evitare oscillazioni eccessive della glicemia.

Infine, negli allenamenti brevi o a intensità moderata, assumere grandi quantità di carboidrati può portare più fastidio che beneficio.

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5. Strategia pratica per l'integrazione di carboidrati

Tradurre queste indicazioni nella pratica quotidiana può essere più semplice di quanto sembri.

Quando l’allenamento dura meno di un’ora, nella maggior parte dei casi non è necessario assumere carboidrati durante la sessione. L’idratazione con acqua è spesso sufficiente, anche se in allenamenti molto intensi alcune persone utilizzano piccole quantità di carboidrati o il semplice risciacquo orale con bevande zuccherate.

Se la sessione dura tra una e due ore e mezza, una strategia ragionevole è assumere circa 30–60 grammi di carboidrati all’ora.

Negli allenamenti o nelle gare molto lunghe  oltre le due ore e mezza o tre ore  può avere senso aumentare l’apporto fino a 60–90 grammi all’ora, purché la tolleranza intestinale sia stata testata in allenamento.

Un modo pratico per gestire queste quantità è dividere l’assunzione in piccole dosi. Invece di assumere molti carboidrati in un’unica volta, spesso è più tollerabile introdurre quantità più piccole ogni 15–20 minuti.

In conclusione, l'integrazione di carboidrati intra-workout non è un imperativo assoluto, ma diventano utili quando la durata e l’intensità dell’attività iniziano a mettere sotto pressione le riserve energetiche.

In questi contesti possono aiutare a mantenere la qualità della performance, purché siano usati con buon senso, adattati alla durata dell’esercizio e testati in allenamento prima di qualsiasi competizione.

Autore dell'articolo

Valerio Gamucci
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi della Lombardia
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Il Dott. Valerio Gamucci è biologo nutrizionista, fisioterapista e personal trainer. La sua formazione multidisciplinare gli consente di integrare alimentazione, esercizio fisico e conoscenze riabilitative nella costruzione di percorsi personalizzati, con particolare attenzione alla composizione corporea, alla performance e al benessere generale.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e un Master di II livello in Dietologia e Nutrizione, dopo la Laurea in Fisioterapia ottenuta con 110 e lode presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha inoltre approfondito la fisioterapia sportiva, la rieducazione posturale e la programmazione dell’allenamento attraverso master e certificazioni specifiche.

All’interno di Theia accompagna le persone nel percorso nutrizionale, traducendo le evidenze scientifiche in strategie concrete e sostenibili. La combinazione di competenze nutrizionali, motorie e fisioterapiche gli permette di considerare alimentazione e movimento come elementi complementari, adattandoli alle caratteristiche e agli obiettivi della persona.

FAQ

1. Serve assumere carboidrati durante ogni allenamento?

No. Nella maggior parte degli allenamenti brevi o moderati non è necessario. Diventano più utili quando l’attività dura oltre un’ora o è particolarmente intensa.

2. Quali carboidrati si usano durante l’allenamento?

Possono essere bevande sportive, gel, maltodestrine o alimenti facilmente digeribili. Spesso si utilizzano miscele di glucosio o maltodestrine con fruttosio per migliorare l’assorbimento.

3. Possono causare problemi gastrointestinali?

Sì, soprattutto se l’intestino non è abituato o se le quantità sono elevate. Per questo è importante testare la strategia nutrizionale durante gli allenamenti e non direttamente in gara.

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici di Trapani
4393

Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

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