Allenamento

Che allenamento fare in gravidanza?

1. Il punto di partenza: muoversi è raccomandato, non vietato

Una delle convinzioni più diffuse è che in gravidanza sia meglio “stare tranquille”. In realtà, nelle gravidanze fisiologiche, il messaggio delle linee guida è quasi opposto: restare attive è consigliato, non rischioso. L’attività fisica, se ben gestita, è associata a benefici per la madre e non aumenta il rischio di complicanze come parto pretermine o basso peso alla nascita.

Questo non significa allenarsi come se nulla fosse, ma adattare il movimento alla nuova condizione.

2. Quanto e con che intensità allenarsi

Le raccomandazioni più aggiornate convergono su un obiettivo abbastanza semplice: accumulare circa 150 minuti a settimana di attività fisica a intensità moderata. Tradotto nella pratica, significa muoversi quasi ogni giorno, senza bisogno di sedute estreme.

Per capire se l’intensità è corretta, il riferimento più utile resta il cosiddetto “talk test”. Se riesci a parlare mentre ti alleni, sei probabilmente in una zona adeguata. Se invece fai fatica a sostenere una conversazione, è facile che tu stia spingendo troppo.

Un altro aspetto importante riguarda il punto di partenza. Se prima della gravidanza eri sedentaria, non ha senso iniziare con allenamenti intensi: molto meglio partire da pochi minuti e aumentare gradualmente. Se invece eri già attiva, nella maggior parte dei casi puoi continuare ad allenarti, adattando progressivamente volume e intensità.

3. Che tipo di allenamento scegliere

Gli allenamenti più coerenti con le linee guida sono quelli aerobici a basso impatto o facilmente controllabili, affiancati da un lavoro di forza semplice.

Camminare a passo sostenuto, usare la cyclette, nuotare o partecipare a corsi come yoga o ginnastica prenatale sono tutte opzioni solide. Sono attività che permettono di mantenere un buon livello di movimento senza sovraccaricare articolazioni e sistema cardiovascolare.

Anche il lavoro di forza ha un ruolo importante, ma con un obiettivo diverso rispetto al periodo pre-gravidanza. Non si tratta di migliorare la performance, ma di mantenere tono muscolare, postura e capacità funzionale. Esercizi semplici e controllati, come movimenti da seduta in piedi, squat assistiti o lavori con elastici, sono più che sufficienti.

Un capitolo a parte riguarda il pavimento pelvico. Gli esercizi specifici sono raccomandati perché aiutano a prevenire problemi frequenti come l’incontinenza e a gestire meglio il carico meccanico della gravidanza. In questo caso, la costanza conta molto più dell’intensità.

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4. I benefici reali dell’attività fisica

Allenarsi in gravidanza non serve solo a “tenersi in forma”. Le evidenze mostrano associazioni favorevoli con una riduzione del rischio di diabete gestazionale e dei disturbi ipertensivi, oltre a benefici più quotidiani come meno mal di schiena, meno dolore pelvico e un miglior benessere psicologico.

Questo aiuta a capire perché oggi l’approccio sia cambiato: non si tratta più di evitare lo sforzo, ma di usarlo in modo intelligente.

5 . Quando adattare o fermarsi

Naturalmente, l’allenamento in gravidanza richiede alcune attenzioni specifiche. Non tutte le attività sono adatte. Quelle con alto rischio di caduta o trauma, come sport di contatto o discipline ad alta instabilità, sono da evitare.

Con il progredire della gravidanza, alcune posizioni diventano meno tollerate. Dopo circa metà gravidanza, per esempio, stare a lungo supine può causare fastidio o capogiri. Anche il caldo e la disidratazione vanno gestiti con più attenzione.

Ci sono poi segnali che non vanno ignorati, come dolore toracico, sanguinamento, contrazioni dolorose o sensazione di mancamento. In questi casi l’indicazione non è “stringere i denti”, ma fermarsi e confrontarsi con il team medico.

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Ti alleni da tempo ma non vedi risultati? Spesso il problema non è la scheda, ma la mancanza di progressione. Per migliorare davvero, il corpo ha bisogno di stimoli crescenti: più controllo, più intensità e la capacità di avvicinarsi gradualmente al limite, sempre in sicurezza.

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6. In pratica

La sintesi più utile è molto semplice. In una gravidanza fisiologica, muoversi regolarmente è una scelta raccomandata. L’obiettivo non è allenarsi di più, ma allenarsi meglio.

Nella pratica, questo si traduce in attività aerobica moderata quasi ogni giorno, affiancata da un lavoro di forza leggero e da esercizi per il pavimento pelvico. Il tutto adattato al proprio livello di partenza e alla fase della gravidanza.

Alla fine, la domanda più utile non è “posso allenarmi?”, ma “come posso muovermi in modo sicuro e sostenibile?”. Ed è proprio lì che si costruisce un percorso efficace.

Ritratto del Dott. Luca Franciosi

Autore dell'articolo

Luca Franciosi
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi
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Il Dott. Luca Franciosi è biologo nutrizionista, chinesiologo e personal trainer. Grazie a una formazione multidisciplinare, integra nutrizione e attività fisica nella costruzione di percorsi personalizzati, orientati al miglioramento della salute, della composizione corporea e delle abitudini quotidiane.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e l’abilitazione alla professione di biologo, dopo una prima laurea in Scienze Motorie a indirizzo biosanitario. Ha inoltre approfondito la propria preparazione con un Master di I livello in Nutrizione clinica e diverse formazioni dedicate all’allenamento e all’esercizio posturale.

All’interno di Theia si occupa di accompagnare le persone nel percorso nutrizionale, combinando rigore scientifico, ascolto e indicazioni concretamente applicabili alla vita quotidiana. La doppia competenza in nutrizione e movimento gli consente di considerare alimentazione ed esercizio come parti complementari dello stesso percorso di salute.

FAQ

1 . Si può allenarsi in gravidanza anche se prima si era sedentarie?

Sì, nella maggior parte dei casi si può iniziare a muoversi anche se prima si faceva poco. Conviene però partire gradualmente e con attività semplici e ben tollerate.

2. Quali esercizi sono più adatti in gravidanza?

Camminata, cyclette, nuoto, yoga prenatale e lavoro di forza leggero e controllato sono tra le scelte più pratiche e sicure nelle gravidanze fisiologiche.

3. Quando bisogna fermarsi e chiedere un parere medico?

Se durante l’attività compaiono sintomi come sanguinamento, dolore importante, contrazioni dolorose, capogiri o sensazione di mancamento, è prudente interrompere e confrontarsi con il team sanitario..

Ritratto del Dott. Gianluca Citino

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici di Trapani
4393

Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

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