Endocrinologia

Mounjaro e proteine: come proteggere la massa muscolare

1. Cosa è Mounjaro e come funziona?

‍Mounjaro è il nome commerciale di un farmaco contenente tirzepatide, autorizzato per il trattamento del diabete di tipo 2 e dell'obesità.

Tirzepatide agisce sui recettori di due ormoni prodotti dall’intestino, il GIP e il GLP-1. La sua azione contribuisce a migliorare il controllo della glicemia e influenza i meccanismi che regolano fame, sazietà e assunzione di cibo. Può inoltre rallentare lo svuotamento dello stomaco, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento.

Per la gestione del peso è indicata negli adulti con:

a. un BMI pari o superiore a 30;

b. oppure un BMI compreso tra 27 e 30 in presenza di almeno una condizione correlata al peso, come ipertensione, dislipidemia, apnee ostruttive del sonno, prediabete o diabete di tipo 2.

Mounjaro viene somministrato mediante un’iniezione sottocutanea una volta alla settimana e richiede prescrizione e monitoraggio medico.

Non è un trattamento indicato indiscriminatamente per chiunque desideri perdere qualche chilogrammo, ma una terapia farmacologica destinata a persone che presentano precise indicazioni cliniche.

Mounjaro e dimagrimento
Il dispositivo utilizza un piccolo ago sottocutaneo che permette di iniettare il farmaco.

2. Con la perdita di peso si perde anche una parte di massa magra?

Mounjaro è uno dei farmaci attualmente più efficaci per il trattamento farmacologico dell’obesità. Tuttavia, in modo analogo a ciò che avviene generalmente durante un dimagrimento importante, il calo di peso non riguarda esclusivamente il tessuto adiposo.

Nel sottostudio sulla composizione corporea di SURMOUNT-1, circa il 75% del peso perso con tirzepatide era costituito da massa grassa e il 25% da massa magra. Una ripartizione simile è stata osservata nel gruppo placebo (che non faceva cioè il trattamento).

Questo dato richiede due precisazioni.

La prima è che massa magra non significa soltanto massa muscolare: comprende anche acqua corporea, glicogeno, organi, ossa e altri tessuti non adiposi.

La seconda è che i risultati non suggeriscono necessariamente un effetto catabolico specifico di Mounjaro. Indicano piuttosto che anche durante il dimagrimento ottenuto con tirzepatide una parte della massa magra può ridursi, come avviene con altre modalità di perdita di peso.

Per questo l’obiettivo non dovrebbe essere soltanto perdere chilogrammi, ma cercare di mantenere il più possibile la forza, la capacità di movimento e il tessuto muscolare.

L’Agenzia europea per i medicinali indica che tirzepatide deve essere utilizzata insieme a un’alimentazione a ridotto contenuto calorico e a un aumento dell’attività fisica.

Mounjaro perdita di peso
Con tirzepatide la maggior parte del peso perso deriva dal grasso corporeo, ma una quota riguarda anche la massa magra.
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3. Perché preservare la massa muscolare è così importante?

L’obiettivo di una terapia per l’obesità non è soltanto vedere diminuire il numero sulla bilancia, ma migliorare la salute e la composizione corporea.

Una certa riduzione della massa magra può essere fisiologicamente attesa quando una persona perde una quantità importante di peso. L’obiettivo realistico non è quindi conservarla integralmente, ma evitare una perdita sproporzionata e mantenere il più possibile la forza e la funzionalità fisica.

Il tessuto muscolare contribuisce al controllo metabolico, alla capacità di svolgere le attività quotidiane, all’equilibrio e all’autonomia. Una sua perdita eccessiva può associarsi a riduzione della forza e della performance fisica e può essere particolarmente problematica nelle persone anziane, fragili o con una massa muscolare già ridotta prima della terapia.

I dati disponibili indicano che con tirzepatide la perdita di peso riguarda soprattutto la massa grassa. Nel sottostudio MRI di SURPASS-3 è stata osservata anche una riduzione del volume muscolare, generalmente compatibile con quella attesa in relazione al dimagrimento, insieme a una riduzione favorevole dell’infiltrazione di grasso all’interno del muscolo.

Questi risultati sono rassicuranti sotto alcuni aspetti, ma non permettono ancora di stabilire con certezza quali siano gli effetti a lungo termine sulla forza, sulla funzionalità fisica e sul rischio di sarcopenia.

Per questo è ragionevole adottare fin dall’inizio strategie orientate a mantenere l’attività fisica, coprire il fabbisogno nutrizionale e monitorare eventuali segnali di perdita funzionale.

4. Il nutrizionista è una figura fondamentale durante la terapia con Mounjaro

Riducendo la fame e aumentando la sazietà, Mounjaro può portare alcune persone a mangiare molto meno rispetto al passato. Questo effetto è parte del meccanismo attraverso cui il farmaco favorisce la perdita di peso, ma in alcuni casi può rendere più difficile assumere quantità adeguate di proteine, energia, vitamine e minerali.

Il problema non è semplicemente mangiare meno. Può diventare rilevante quando l’alimentazione si riduce eccessivamente, diventa monotona, porta a saltare frequentemente i pasti oppure non riesce più a coprire i bisogni nutrizionali della persona.

Il supporto di un nutrizionista può essere particolarmente utile quando:

a. la riduzione dell’appetito è molto marcata;

b. compaiono nausea, vomito, stitichezza o sazietà precoce;

c. risulta difficile raggiungere un apporto adeguato di proteine;

d. sono presenti fragilità, sarcopenia o un’età avanzata;

e. esistono patologie renali, gastrointestinali o altre condizioni che richiedono una personalizzazione dell’alimentazione;

f. il paziente tende a seguire diete molto restrittive o poco varie.

Il compito del professionista non è soltanto prescrivere una dieta ipocalorica, ma aiutare la persona a costruire pasti nutrizionalmente adeguati nonostante la riduzione dell’appetito, adattandoli agli effetti della terapia e alle condizioni cliniche individuali.

EMA e NICE indicano che tirzepatide debba essere utilizzata insieme a una dieta a ridotto contenuto calorico e a un aumento dell’attività fisica. Questo conferma l’importanza di lavorare anche sullo stile di vita, ma non significa che un percorso nutrizionale specialistico sia formalmente obbligatorio per ogni paziente.

5. Proteine e allenamento: la combinazione che fa la differenza

Le due strategie più ragionevoli per limitare la perdita muscolare durante il dimagrimento sono un apporto proteico adeguato e l’allenamento contro resistenza.

Al momento, però, non esiste una quantità di proteine specifica per Mounjaro che sia stata validata da studi clinici randomizzati. Le indicazioni disponibili derivano soprattutto dagli studi sul dimagrimento, sull’invecchiamento, sulla sarcopenia e dal consenso degli esperti.

In molti adulti senza particolari controindicazioni, alcuni documenti di consenso propongono orientativamente un apporto compreso tra 1,2 e 1,5 grammi di proteine per chilogrammo al giorno durante la fase di dimagrimento.

Questo valore non dovrebbe essere applicato automaticamente al peso corporeo reale. In presenza di obesità può essere più appropriato utilizzare il peso di riferimento, il peso aggiustato o una stima della massa magra. Il fabbisogno deve inoltre essere adattato all’età, al livello di attività fisica, all’apporto energetico complessivo e alle condizioni cliniche.

Chi presenta una malattia renale cronica non dovrebbe aumentare autonomamente le proteine. In questi casi i target possono essere differenti e devono essere definiti con il medico e il professionista della nutrizione.

Aumentare le proteine, da solo, non è comunque sufficiente. Lo stimolo principale che aiuta l’organismo a mantenere forza e tessuto muscolare è l’utilizzo del muscolo stesso.

Numerosi studi condotti durante diete ipocaloriche mostrano che l’allenamento contro resistenza può attenuare la perdita di massa priva di grasso e migliorare la forza.

Non è necessario praticare bodybuilding. Un obiettivo pratico può essere svolgere due o tre sedute settimanali, adattate alle capacità della persona e progressivamente strutturate per coinvolgere i principali gruppi muscolari.

Anche l’attività aerobica rimane importante per la salute cardiovascolare e metabolica, ma l’allenamento contro resistenza ha un ruolo particolarmente rilevante quando l’obiettivo è mantenere forza e muscolo.

Siamo alla fine… ma adesso?

Forse vuoi capire meglio cosa fare nel tuo caso, da dove ripartire o perché finora alcuni percorsi non hanno funzionato come speravi.

Informarsi è importante, ma a volte non basta. In alcuni momenti serve il supporto di un professionista capace di leggere davvero la tua situazione, con le sue abitudini, le sue difficoltà e i suoi obiettivi.

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6. Un percorso personalizzato è più importante del solo peso sulla bilancia

Due persone possono perdere lo stesso numero di chilogrammi e ottenere risultati differenti in termini di massa muscolare, forza, capacità fisica e qualità dell’alimentazione.

Per questo il monitoraggio non dovrebbe limitarsi al peso. In base alle caratteristiche della persona, può essere utile valutare anche:

a. andamento delle circonferenze corporee;

b. qualità e quantità dell’alimentazione;

c. assunzione proteica;

d. livello di attività fisica;

e. forza e funzionalità;

f. presenza di nausea, vomito, stitichezza o altri effetti gastrointestinali;

g. eventuali segnali di carenze nutrizionali;

h. composizione corporea, quando la misurazione è clinicamente utile e viene effettuata con metodiche adeguate.

Le valutazioni della composizione corporea possono fornire informazioni aggiuntive, ma non devono essere interpretate come misurazioni perfette. In particolare, i risultati della bioimpedenziometria possono variare in relazione allo stato di idratazione e alle condizioni in cui viene eseguito l’esame.

Mounjaro può determinare una perdita di peso importante e clinicamente significativa. Il farmaco rimane il principale responsabile del suo effetto farmacologico, e i dati disponibili non permettono di affermare che senza un nutrizionista la perdita di peso sia necessariamente inferiore.

Un supporto medico, nutrizionale e motorio ben organizzato può però aiutare a gestire gli effetti collaterali, prevenire alimentazioni eccessivamente restrittive, mantenere l’attività fisica e proteggere per quanto possibile forza e funzionalità.

L’obiettivo non è soltanto far scendere il peso, ma fare in modo che il dimagrimento produca il massimo beneficio possibile per la salute della persona.

mounjaro, percorso con endocrinologo e nutrizionista
Mounjaro va inteso come parte integrante di un percorso multidisciplinare

Autore dell'articolo

Luca Franciosi
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi
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Il Dott. Luca Franciosi è biologo nutrizionista, chinesiologo e personal trainer. Grazie a una formazione multidisciplinare, integra nutrizione e attività fisica nella costruzione di percorsi personalizzati, orientati al miglioramento della salute, della composizione corporea e delle abitudini quotidiane.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e l’abilitazione alla professione di biologo, dopo una prima laurea in Scienze Motorie a indirizzo biosanitario. Ha inoltre approfondito la propria preparazione con un Master di I livello in Nutrizione clinica e diverse formazioni dedicate all’allenamento e all’esercizio posturale.

All’interno di Theia si occupa di accompagnare le persone nel percorso nutrizionale, combinando rigore scientifico, ascolto e indicazioni concretamente applicabili alla vita quotidiana. La doppia competenza in nutrizione e movimento gli consente di considerare alimentazione ed esercizio come parti complementari dello stesso percorso di salute.

FAQ

Con Mounjaro si può perdere massa muscolare?

Sì, una parte del calo di peso può coinvolgere anche la massa magra, soprattutto se si mangia troppo poco o senza una buona strategia nutrizionale.

Basta aumentare le proteine per proteggere il muscolo?

No. Le proteine aiutano, ma il risultato migliore si ottiene insieme a un’alimentazione adeguata e all’allenamento di forza.

Perché il nutrizionista è importante durante la terapia?

Perché può aiutare a costruire un piano sostenibile, coprire il fabbisogno di proteine e nutrienti e adattare l’alimentazione se compaiono nausea o sazietà precoce.

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici
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Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

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