Nutrizione

Farmaci per dimagrire: per chi sono indicati davvero?

1. Non sono farmaci per perdere “qualche chilo”

Quando si parla di farmaci per dimagrire, il primo equivoco da chiarire è questo: nelle fonti ufficiali non sono pensati per chi vuole solo asciugarsi un po’, ma per la gestione clinica dell’obesità o del sovrappeso con rischio associato. 

Anche oggi, nonostante l’efficacia dei farmaci più recenti sia molto superiore rispetto al passato, l’indicazione resta selettiva e va sempre inserita dentro un percorso che comprende dieta ipocalorica, attività fisica e follow-up.

In altre parole, la domanda giusta da porsi è: “Rientro in queste categorie di persone più a rischio?”

Ed è proprio qui che contano il supporto di un medico competente, criteri diagnostici regolatori, comorbidità, tollerabilità e obiettivi realistici.

2. I criteri diagnostici partono da BMI e comorbidità

Wegovy (semaglutide) è indicato negli adulti con BMI iniziale ≥30, oppure con BMI ≥27 e <30 se è presente almeno una comorbidità correlata al peso, come pre-diabete o diabete tipo 2, ipertensione, dislipidemia, apnea ostruttiva del sonno o malattia cardiovascolare. 

Mounjaro (tirzepatide) segue una logica molto simile: BMI ≥30, oppure BMI ≥27 e <30 con almeno una comorbidità correlata al peso. In entrambi i casi il farmaco è indicato come aggiunta a dieta ipocalorica e aumento dell’attività fisica.

Questo significa che, in pratica, i candidati reali sono soprattutto due: persone con obesità e persone con sovrappeso accompagnato da complicanze o rischio metabolico-cardiovascolare

Non è quindi un trattamento pensato, secondo i criteri europei, per un lieve eccesso ponderale senza problemi associati.

Le raccomandazioni NICE sono persino più restrittive sul piano prescrittivo. Per semaglutide, NICE la raccomanda in adulti con almeno una comorbidità peso-correlata e BMI ≥35, oppure BMI 30,0–34,9 se la persona rientra nei criteri per i servizi specialistici; per tirzepatide, NICE la raccomanda negli adulti con BMI iniziale ≥35 kg/m² e almeno una comorbidità correlata al peso. 

Inoltre, NICE ricorda che questi farmaci vanno usati come parte di un programma più ampio, non come intervento isolato.

Percentuale di peso perso tra le varie molecole utilizzate.
Percentuale di peso perso tra le varie molecole utilizzate.
Riferimenti: Obesity in the Asia-Pacific Region: Current Perspectives

3. Perché oggi se ne parla molto di più

Il motivo è semplice: i farmaci più recenti funzionano semplicemente meglio. 

La review pubblicata su Annals of Internal Medicine nel 2025 conclude che gli agonisti del recettore GLP-1 e i co-agonisti sono efficaci per il calo ponderale negli adulti con obesità, con problemi di sicurezza riportati soprattutto sul versante gastrointestinale. 

Anche il framework EASO 2025 si muove nella stessa direzione: quando serve una perdita di peso importante, semaglutide e tirzepatide vengono considerati i farmaci di scelta in molte situazioni cliniche.

L’EASO aggiunge anche un elemento pratico utile per aiutare a scegliere meglio la tipologia di terapia migliore tra i pazienti già candidabili

Nel comunicato ufficiale, per esempio, tirzepatide è indicata come prima scelta nell’obesità con apnea ostruttiva del sonno, mentre in obesità con pre-diabete o diabete tipo 2 semaglutide e tirzepatide sono considerate prime opzioni; nell’obesità con malattia cardiovascolare, viene consigliato l’uso di semaglutide.

Quindi il punto non è più chiedersi se esistano farmaci efficaci per il peso. Il punto è capire in quali pazienti il beneficio clinico giustifichi davvero costo, effetti collaterali e necessità di un trattamento che spesso richiede continuità e rivalutazione.

Perdita di peso tra placebo, semaglutide e tirzepatide
Perdita di peso tra placebo, semaglutide e tirzepatide.
Riferimenti: Ozempic® (semaglutide) and Mounjaro™ (tirzepatide), a major breakthrough for the treatment of obesity

4. Sicurezza: efficaci sì, ma non da usare con leggerezza

Qui serve prudenza. Nelle schede EMA, per tirzepatide la controindicazione formale è l’ipersensibilità, ma viene raccomandata cautela in caso di storia di pancreatite; sono segnalati effetti gastrointestinali che possono portare a disidratazione, e aumenta il rischio di ipoglicemia se il farmaco viene usato insieme a sulfaniluree o insulina. 

Per semaglutide, anche qui la controindicazione formale è l’ipersensibilità, ma sono riportate pancreatite acuta, effetti gastrointestinali e rischio di disidratazione, con cautela in chi ha una storia di pancreatite.

C’è poi il tema gravidanza. EMA raccomanda contraccezione durante il trattamento con tirzepatide; il farmaco non è raccomandato in gravidanza e va sospeso almeno 1 mese prima di una gravidanza programmata. 

Anche semaglutide non deve essere usata in gravidanza e va sospesa almeno 2 mesi prima di una gravidanza programmata.

Sul fronte pediatrico, i due farmaci non sono equivalenti. Wegovy ha un’indicazione EMA anche negli adolescenti dai 12 anni in su con obesità e peso >60 kg; il trattamento va rivalutato se dopo 12 settimane alla dose 2,4 mg o alla dose massima tollerata non si ottiene almeno un 5% di riduzione del BMI

Mounjaro, invece, secondo la scheda EMA, non ha ancora efficacia e sicurezza stabilite sotto i 18 anni per la gestione del peso.

5. In pratica, per chi sono indicati davvero

I farmaci per dimagrire sono indicati soprattutto nelle persone con obesità conclamata, oppure con sovrappeso accompagnato da almeno una comorbidità legata al peso, soprattutto quando il rischio metabolico o cardiovascolare è già presente e il solo intervento sullo stile di vita non è stato sufficiente. 

Sono invece molto meno appropriati quando l’obiettivo è solo estetico, quando il BMI non rientra nei criteri diagnostici regolatori, o quando ci sono condizioni che impongono cautela particolare, come gravidanza programmata, precedente pancreatite o scarsa tollerabilità gastrointestinale.

C’è anche un ultimo dettaglio importante, spesso trascurato: questi farmaci non vanno semplicemente iniziati e protratti nel tempo in autonomia, ma rivalutati assieme a figure preposte competenti come l’endocrinologo.

NICE raccomanda di considerare l’interruzione di semaglutide se dopo 6 mesi non è stato perso almeno il 5% del peso iniziale. Per tirzepatide, se dopo 6 mesi alla dose massima tollerata il calo è inferiore al 5%, va deciso se continuare o no valutando benefici e rischi per quella persona. Questo rafforza l’idea che il criterio non sia solo prescrivere, ma prescrivere bene in base al paziente e verificare se il trattamento sta davvero funzionando con controlli e un monitoraggio continuo.

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Andrea Ferri, nutrizionista

Luca Franciosi

Biologo nutrizionista e Personal Trainer Theia

FAQ

Chi può usare davvero i farmaci per dimagrire?

Soprattutto persone con obesità oppure con sovrappeso associato ad almeno una comorbidità legata al peso.

Possono essere usati solo per motivi estetici?

No, nelle fonti ufficiali non sono pensati per un uso estetico o per un lieve eccesso di peso.

Se funzionano, una volta iniziati si continuano sempre?

No. Il trattamento va rivalutato periodicamente per capire se il calo di peso ottenuto giustifica la prosecuzione.Tendenzialmente però sono da considerarsi percorsi di medio-lungo periodo.

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