Nutrizione

Grasso viscerale: perché conta più del peso sulla bilancia per il rischio cardiometabolico

1. Grasso viscerale: perché conta più del solo peso sulla bilancia

Quando si parla di rischio cardiometabolico, il numero sulla bilancia racconta solo una parte della storia clinica della persona. 

Il grasso viscerale, quello che si accumula in profondità nell’addome (attorno agli organi), è più strettamente legato a infiammazione sistemica, alterazioni della glicemia, aumento della pressione e steatosi epatica rispetto al semplice peso totale. 

È uno dei motivi per cui due persone con lo stesso BMI possono avere profili di rischio molto diversi.

Non è solo una questione di chilogrammi, ma di distribuzione dell’adipe e di complicanze ad essa associate. L’adiposità centrale può rappresentare un fattore di rischio rilevante anche in persone con BMI non particolarmente elevato.

2. Cosa dicono le linee guida: oltre il BMI

Quindi abbiamo capito che la distribuzione del grasso è clinicamente rilevante. Vediamo cosa dicono le principali linee guida sul tema.

Il documento EASO 2024 sottolinea che l’accumulo viscerale è un determinante importante del rischio cardiometabolico, indipendentemente dal BMI. La valutazione dovrebbe quindi considerare adiposità e complicanze, non solo peso e altezza.

Le linee guida congiunte EASL–EASD–EASO 2024 sulla MASLD (Metabolic Dysfunction-Associated Steatotic Liver Disease), precedentemente nota come NAFLD, evidenziano che l’adiposità centrale media gran parte del rischio metabolico e cardiovascolare associato al fegato grasso. 

In altre parole, più grasso viscerale significa maggiore probabilità di dismetabolismo e progressione di complicanze epatiche.

Anche l’American Heart Association, nello scientific statement del 2021 su obesità e malattia cardiovascolare, riconosce i limiti del BMI come unico indicatore e valorizza le misure di adiposità centrale, come la circonferenza vita, perché più strettamente associate a rischio cardiovascolare e mortalità.

Algoritmo clinico per la Steatosi epatica NAFLD
Algoritmo clinico per la gestione della steatosi epatica. Rifeirmenti: EASL–EASD–EASO Clinical Practice Guidelines on the management of metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease (MASLD)
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3. Cosa mostrano le meta-analisi

Le revisioni sistematiche più recenti rafforzano questo quadro.

Una meta-analisi del 2025 sul visceral adiposity index (VAI) mostra che valori più elevati sono associati a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari, inclusi ictus, cardiopatia ischemica e morte cardiovascolare. Il VAI non è una misura diretta del grasso viscerale ma è un indice derivato da circonferenza vita e parametri lipidici.

Una revisione sistematica del 2024 sul rapporto tra grasso viscerale e sottocutaneo suggerisce che, a parità di quantità totale di grasso, una quota relativamente maggiore di viscerale è associata a rischio cardiovascolare più elevato. I metodi di misurazione variano tra studi, ma la direzione dei risultati è sempre coerente.

4. Quando il BMI può ingannare

Ci sono situazioni in cui il solo BMI è particolarmente poco informativo.

Il cosiddetto fenotipo “normopeso con obesità centrale” (o più comunemente fenotipo androide) descrive persone con BMI nella norma ma circonferenza vita elevata, associate a rischio cardiometabolico aumentato.

Negli anziani o in chi ha perso massa muscolare, il peso può rimanere stabile mentre la composizione corporea peggiora, con aumento relativo del grasso viscerale.

Nelle persone con sindrome metabolica o MASLD, l’adiposità viscerale è spesso parte centrale del problema, anche se il BMI non è estremamente alto.

Differenza tra grasso viscerale e sottocuteneo
Differenza tra grasso viscerale e sottocuteneo. Riferimenti: Fully automated CT-based adiposity assessment: comparison of the L1 and L3 vertebral levels for opportunistic prediction
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5. In pratica: cosa valutare e come migliorare il problema

Se si vuole un criterio clinico semplice e coerente con le linee guida, il primo passo è non fermarsi alla bilancia. La circonferenza vita è uno strumento accessibile e raccomandato per intercettare il rischio legato all’adiposità centrale. 

Se la circonferenza vita è elevata, l’obiettivo è ridurre l’adiposità centrale migliorando la salute metabolica. Le linee guida su obesità e MASLD mettono al centro la perdita di peso quando indicata, insieme a un’alimentazione di qualità e attività fisica regolare

Sono interventi che, nel tempo, tendono a ridurre anche il grasso viscerale e a migliorare parametri come glicemia, trigliceridi, HDL e pressione.

Ritratto del Dott. Luca Franciosi

Autore dell'articolo

Luca Franciosi
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi
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Il Dott. Luca Franciosi è biologo nutrizionista, chinesiologo e personal trainer. Grazie a una formazione multidisciplinare, integra nutrizione e attività fisica nella costruzione di percorsi personalizzati, orientati al miglioramento della salute, della composizione corporea e delle abitudini quotidiane.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e l’abilitazione alla professione di biologo, dopo una prima laurea in Scienze Motorie a indirizzo biosanitario. Ha inoltre approfondito la propria preparazione con un Master di I livello in Nutrizione clinica e diverse formazioni dedicate all’allenamento e all’esercizio posturale.

All’interno di Theia si occupa di accompagnare le persone nel percorso nutrizionale, combinando rigore scientifico, ascolto e indicazioni concretamente applicabili alla vita quotidiana. La doppia competenza in nutrizione e movimento gli consente di considerare alimentazione ed esercizio come parti complementari dello stesso percorso di salute.

FAQ

Posso avere un BMI normale ma troppo grasso viscerale?

Sì. Il fenotipo di obesità centrale (androide) con BMI nella norma è associato a rischio cardiometabolico aumentato.

La circonferenza vita è davvero importante?

Sì. È una misura raccomandata dalle principali società scientifiche perché più correlata al rischio cardiovascolare rispetto al solo BMI.

Dimagrire riduce automaticamente il grasso viscerale?

La perdita di peso sostenibile associata a dieta di qualità e attività fisica tende a ridurre anche il grasso viscerale, con miglioramento dei parametri metabolici.

Ritratto del Dott. Gianluca Citino

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici di Trapani
4393

Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

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