Nutrizione

L’acqua gassata fa ingrassare? Cosa dice davvero la scienza

1. Perché questa domanda è così comune

Molte persone associano l’acqua gassata al gonfiore addominale e da qui nasce un equivoco molto diffuso: se gonfia, allora fa ingrassare.

In realtà queste due cose non hanno nulla a che vedere tra loro.

Il gonfiore è una sensazione legata alla presenza di gas nello stomaco o nell’intestino, mentre l’aumento di grasso corporeo dipende da un surplus calorico nel tempo. In altre parole, per ingrassare bisogna introdurre più energia di quanta se ne consumi.

L’acqua frizzante contiene semplicemente acqua e anidride carbonica (CO₂) e ha zero calorie. Questo significa che, dal punto di vista energetico, non può di per sé causare aumento di peso.

Il vero nodo della questione nasce dal fatto che spesso si confondono due cose diverse: l’acqua gassata e le bevande gassate zuccherate.

2. Cosa dicono le raccomandazioni di salute pubblica

Le principali raccomandazioni internazionali sulla prevenzione dell’aumento di peso mettono l’accento soprattutto su un punto: ridurre il consumo di bevande zuccherate.

Secondo le indicazioni del Centers for Disease Control and Prevention, sostituire bibite zuccherate con acqua è una delle strategie più efficaci per ridurre l’introito calorico quotidiano.

In queste raccomandazioni l’acqua può essere naturale oppure frizzante, purché non contenga zuccheri aggiunti.

La distinzione quindi è molto semplice:

1) Acqua gassata (0 kcal) → non apporta energia e non è associata ad aumento di peso.

2) Bibite gassate zuccherate → contengono molte calorie e nelle meta-analisi sono associate in modo consistente ad aumento di peso e BMI.

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3. Cosa dice la letteratura scientifica

Se si guarda alla letteratura scientifica, emerge una differenza importante tra ciò che sappiamo sulle bevande zuccherate e ciò che sappiamo sull’acqua frizzante semplice.

Le bevande zuccherate sono state studiate molto e le evidenze sono coerenti: il consumo abituale è associato a maggiore rischio di aumento di peso e di malattie cardiometaboliche.

Per l’acqua gassata semplice, invece, gli studi sono molto meno numerosi.

Alcune ricerche hanno esplorato possibili effetti della carbonatazione sulla regolazione dell’appetito. In uno studio piccolo e spesso citato è stato osservato un aumento dei livelli di ghrelina, un ormone che può stimolare la fame, dopo l’assunzione di bevande carbonatate. Tuttavia si tratta di risultati preliminari: il campione era ridotto e l’esito misurato era ormonale, non un aumento reale del peso corporeo.

Una pubblicazione più recente del 2025 suggerisce che eventuali effetti metabolici della CO₂ sull’uomo siano minimi e probabilmente irrilevanti dal punto di vista clinico.

La sintesi più onesta della letteratura è quindi questa: non esiste evidenza solida che l’acqua gassata non zuccherata faccia ingrassare. Se esiste qualche effetto su fame o sazietà, sembra piccolo e molto variabile tra le persone.

4. Quando l’acqua gassata può dare fastidio

Il fatto che non faccia ingrassare non significa che sia sempre la scelta migliore per tutti.

In alcune persone la carbonatazione può accentuare sintomi gastrointestinali. Chi soffre di reflusso gastroesofageo, gonfiore o sindrome dell’intestino irritabile può percepire più distensione addominale dopo bevande gassate. In questi casi può essere utile preferire acqua naturale o ridurre la quantità.

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5. In pratica: come considerarla nella dieta

Se si guarda al quadro complessivo, il messaggio è piuttosto chiaro.

L’acqua gassata non fa ingrassare, perché non contiene calorie. Il gonfiore che può provocare in alcune persone è legato alla presenza di gas nello stomaco, non all’accumulo di grasso.

Se ti dà fastidio, reflusso o ti sembra che aumenti l’appetito, può avere senso limitarla o berla lontano dai pasti.

Se invece la utilizzi per sostituire bibite zuccherate, è quasi sempre una scelta favorevole sia per il peso sia per la salute metabolica.

In altre parole: il problema non è la gassata, ma cosa c’è dentro la bottiglia.

Autore dell'articolo

Valerio Gamucci
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi della Lombardia
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Il Dott. Valerio Gamucci è biologo nutrizionista, fisioterapista e personal trainer. La sua formazione multidisciplinare gli consente di integrare alimentazione, esercizio fisico e conoscenze riabilitative nella costruzione di percorsi personalizzati, con particolare attenzione alla composizione corporea, alla performance e al benessere generale.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e un Master di II livello in Dietologia e Nutrizione, dopo la Laurea in Fisioterapia ottenuta con 110 e lode presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha inoltre approfondito la fisioterapia sportiva, la rieducazione posturale e la programmazione dell’allenamento attraverso master e certificazioni specifiche.

All’interno di Theia accompagna le persone nel percorso nutrizionale, traducendo le evidenze scientifiche in strategie concrete e sostenibili. La combinazione di competenze nutrizionali, motorie e fisioterapiche gli permette di considerare alimentazione e movimento come elementi complementari, adattandoli alle caratteristiche e agli obiettivi della persona.

FAQ

1. L’acqua frizzante può far aumentare la pancia?

No. Il gonfiore che si può percepire dopo aver bevuto acqua gassata è temporaneo ed è causato dalla presenza di gas nello stomaco, non da accumulo di grasso.

2. Bere acqua gassata aumenta l’appetito?

Alcuni piccoli studi hanno osservato possibili variazioni di ormoni della fame dopo bevande carbonatate, ma le evidenze sono limitate e non dimostrano un aumento reale del peso corporeo.

3. È meglio acqua naturale o frizzante per dimagrire?

Dal punto di vista calorico non cambia nulla: entrambe hanno zero calorie. La scelta dipende soprattutto dalla tolleranza digestiva e dalle preferenze personali.

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici di Trapani
4393

Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

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