
Nella pratica clinica pediatrica, la calorimetria indiretta rappresenta il gold standard per determinare il dispendio energetico. Tuttavia, a causa della sua limitata disponibilità sul campo, l'approccio più diffuso si basa sull'utilizzo di formule predittive. Nei bambini sani, i modelli di riferimento restano le equazioni di Schofield e della FAO-WHO-UNU, che stimano il metabolismo basale incrociando tre variabili immediate: l'età, il sesso e il peso corporeo.
L'affidabilità di questo approccio è stata recentemente supportata da una revisione sistematica della letteratura, che ha confermato come queste formule standard siano tuttora tra le più solide e robuste a disposizione dei professionisti della nutrizione in ambito pediatrico.
I clinici devono considerare che queste equazioni mostrano intrinseci limiti di accuratezza in contesti specifici: quando la composizione corporea si discosta dalla norma, il rischio di una sovra o sottostima del reale fabbisogno energetico diventa concreto, imponendo sempre un'attenta valutazione critica del dato stimato.
Ecco una tabella esemplificativa delle varie formule suddivise per età e sesso:

Un bambino di 8 anni, 30 kg:
BMR = 22,706 × 30 + 504,3
BMR ≈ 1185 kcal/die
Una ragazza di 14 anni, 50 kg:
BMR = 13,384 × 50 + 692,6
BMR ≈ 1362 kcal/die
Questi numeri servono solo come punto di partenza.
Qui sotto trovi il calcolatore per stimare il TDEE nei bambini/adolescenti, usando il BMR per fasce d’età.
Il BMR rappresenta solo l’energia spesa a riposo. Per arrivare al fabbisogno giornaliero reale bisogna considerare anche:
1) attività fisica (EAT)
2) NEAT ovvero l’energia spesa per tutte le attività svolte che non sono legate allo svolgimento di esercizio fisico vero e proprio, ma che sono, invece, gesti involontari o volontari legati allo stile di vita.
3) crescita (che nei bambini è una componente rilevante)
Le linee guida FAO/WHO/UNU sottolineano chiaramente che il metabolismo basale è solo una parte del dispendio energetico totale. Questo è un passaggio cruciale, perché usare il BMR come se fosse il fabbisogno calorico porta quasi sempre a sottostimare le necessità.
Le equazioni predittive sono utili nel bambino sano, ma diventano meno affidabili in diverse situazioni cliniche.
Per esempio:
a) obesità o sottopeso marcato
b) malnutrizione
c) malattie croniche
d) disturbi del comportamento alimentare
e) patologie respiratorie o metaboliche
f) paziente critico
In questi contesti, quando la precisione è importante, il riferimento resta la calorimetria indiretta.
È molto importante ricordare che durante i primi anni di vita le formule possono essere meno precise, perché il metabolismo cambia rapidamente e la crescita incide molto.
Se devo semplificare al massimo: nel bambino sano si usano le formule di Schofield divise per fasce d’età (<3, 3–10, 10–18 anni) e per sesso, come stima iniziale.
Ma il numero davvero importante non è il metabolismo basale isolato. È il fabbisogno energetico totale, che tiene conto di movimento, crescita e contesto clinico.
Il BMR è quindi uno strumento utile, ma solo il primo passo per capire davvero quanta energia serve a un bambino.
No. Il metabolismo basale rappresenta solo l’energia spesa a riposo, mentre il fabbisogno totale include anche crescita, movimento e NEAT.
Di solito si usano le formule di Schofield, suddivise per sesso e per fasce d’età. Sono tra le più utilizzate per una stima iniziale nella pratica clinica.
Possono essere meno precise in caso di obesità, sottopeso marcato, malattie croniche o condizioni cliniche complesse. In questi casi, se serve più accuratezza, la calorimetria indiretta resta il riferimento migliore.