
Nel mondo della nutrizione sportiva esistono strategie molto note come gel, bevande energetiche o integrazione di carboidrati e altre meno conosciute ma interessanti dal punto di vista fisiologico. Una di queste è il carbohydrate mouth rinse, cioè lo sciacquo della bocca con una soluzione di carboidrati.
Non si tratta di un collutorio per l’igiene orale. Il protocollo consiste nel tenere in bocca per alcuni secondi una soluzione contenente carboidrati (ad esempio glucosio o maltodestrina) e poi sputarla, senza ingerirla.
L’idea può sembrare curiosa, ma ha una base scientifica: alcuni recettori presenti nella cavità orale sono in grado di rilevare la presenza di carboidrati e inviare segnali al sistema nervoso centrale, influenzando la percezione dello sforzo e il controllo motorio durante l’esercizio.
Il carbohydrate mouth rinse è citato nel position stand dell’International Society of Sports Nutrition del 2023 come una strategia ergogenica “sensoriale”. Questo significa che il suo effetto non deriva dall’apporto energetico perché i carboidrati non vengono ingeriti ma da un meccanismo neurofisiologico.
I documenti di consenso sulla nutrizione sportiva sottolineano però un punto importante: il mouth rinse non sostituisce l’assunzione di carboidrati quando l’esercizio è lungo e richiede energia reale. È piuttosto una strategia complementare, utilizzabile in situazioni specifiche, ad esempio quando ingerire carboidrati è difficile o indesiderato.
Gli studi sperimentali e le meta-analisi hanno testato questa strategia soprattutto negli sport di endurance.
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2019 ha osservato che il carbohydrate mouth rinse può aumentare la potenza media nelle prove a cronometro nel ciclismo. Tuttavia, il miglioramento del tempo totale di gara non è sempre evidente. In altre parole, l’effetto esiste ma tende a essere modesto e variabile.
Anche negli esercizi di forza o resistenza muscolare i risultati non sono completamente uniformi. Una meta-analisi del 2023 ha evidenziato che alcuni studi mostrano miglioramenti nella resistenza muscolare, mentre altri non rilevano differenze significative. L’efficacia sembra dipendere dal tipo di esercizio, dal protocollo utilizzato e dal contesto nutrizionale.
Un elemento interessante emerso nella letteratura è che molti studi sono stati condotti in condizioni di bassa disponibilità di carboidrati, per esempio a digiuno. In queste situazioni l’effetto del mouth rinse sembra più evidente. Quando invece l’atleta è già ben alimentato e con glicogeno adeguato, i risultati diventano più incerti.
Il messaggio generale è quindi prudente: il mouth rinse può offrire un piccolo vantaggio, ma non è una soluzione universale.
La spiegazione più accreditata riguarda la comunicazione tra bocca e cervello. I recettori sensoriali presenti nella cavità orale possono rilevare la presenza di carboidrati e attivare aree cerebrali coinvolte nella motivazione e nel controllo dello sforzo.
Questo segnale può ridurre leggermente la percezione della fatica o migliorare l’output motorio, anche se il corpo non riceve energia reale. In questo senso il mouth rinse è più simile a un “segnale motivazionale fisiologico” che a una vera strategia di rifornimento energetico.
Il carbohydrate mouth rinse è più utile in situazioni specifiche.
Può essere interessante negli allenamenti o nelle gare intense ma relativamente brevi, dove si cerca un piccolo miglioramento della performance senza caricare lo stomaco con carboidrati ingeriti.
Può essere utile anche quando l’atleta ha disturbi gastrointestinali, una situazione abbastanza comune negli sport di endurance. In questi casi lo sciacquo può offrire un piccolo supporto senza aggravare i sintomi digestivi.
Un altro contesto possibile è l’allenamento o la gara con bassa disponibilità di carboidrati, ad esempio quando si è a digiuno o quando l’assunzione di carboidrati è limitata.
Nei protocolli sperimentali utilizzati negli studi si impiega generalmente una soluzione di carboidrati spesso glucosio o maltodestrina con cui si sciacqua la bocca per circa 5–10 secondi, per poi sputarla.
L’operazione può essere ripetuta a intervalli regolari, ad esempio ogni 10–15 minuti, soprattutto nella parte centrale o finale dello sforzo.
Non esiste però un protocollo universale migliore. La variabilità dei protocolli è uno dei motivi per cui i risultati degli studi non sono sempre identici.
Il carbohydrate mouth rinse non è una scorciatoia nutrizionale né un sostituto dell’assunzione di carboidrati durante esercizi lunghi.
Si tratta piuttosto di una strategia neurologica e sensoriale, che può offrire un piccolo vantaggio in condizioni specifiche, soprattutto durante sforzi intensi o quando ingerire carboidrati non è possibile.
Come molte strategie della nutrizione sportiva, funziona meglio quando viene testata prima in allenamento e adattata al contesto individuale.
Gli studi mostrano che può migliorare leggermente alcuni parametri di performance, soprattutto negli esercizi di endurance, ma l’effetto è generalmente modesto.
No. Nel mouth rinse i carboidrati vengono solo sciacquati in bocca e poi sputati. L’effetto sembra legato a segnali sensoriali diretti al cervello.
Può essere utile in allenamenti intensi o relativamente brevi, oppure quando ingerire carboidrati è difficile o provoca disturbi gastrointestinali.
ISSN Position Stand (2023) – menzione del carbohydrate mouth rinsing e contesto .
Brietzke C, et al. Carbohydrate mouth rinse e performance in cycling time trial
Oliveira-Silva IGR, et al. Carbohydrate mouth rinse su forza/endurance muscolare
Deng H, et al. “Fed, not fasted”: mouth rinse e contesto nutrizionale
Burke LM, et al. Carbohydrates for training and competition