
Il ciclo mestruale è uno dei segnali più sensibili dell’equilibrio ormonale. Quando diventa irregolare, nella maggior parte dei casi non si tratta di qualcosa di grave, ma è comunque un messaggio da interpretare.
Dietro un ciclo che salta, si allunga o che compare in modo imprevedibile possono esserci alterazioni dell’ovulazione, della tiroide, dell’ipofisi, del bilancio energetico o, più raramente, della funzione ovarica.
In alcuni casi l’irregolarità ha conseguenze pratiche sulla fertilità, sulla salute delle ossa o sul rischio di anemia se il sanguinamento è abbondante. Per questo le migliori raccomandazioni insistono su un inquadramento ragionato, senza allarmismi ma anche senza liquidare il problema come “normale”.
Secondo il Committee Opinion 2024 della American Society for Reproductive Medicine, la prima domanda da porsi è semplice: il problema principale è che il ciclo ritarda/ scompare, oppure che il sanguinamento è anomalo?
Quando prevalgono ritardi, cicli molto lunghi o assenza di mestruazioni, l’approccio è endocrinologico e segue pochi passaggi chiave: escludere sempre la gravidanza e poi orientarsi sulle cause più comuni, come PCOS, tiroide, prolattina, stress o deficit energetico, fino ad arrivare, se necessario, alla valutazione della funzione ovarica.
Se invece il disturbo principale è un sanguinamento molto abbondante, persistente, tra un ciclo e l’altro o dopo i rapporti, entrano in gioco le raccomandazioni ginecologiche.
Linee guida come quelle del National Institute for Health and Care Excellence sottolineano l’importanza di anamnesi, visita ed ecografia, e invitano a non sottovalutare i cambiamenti nuovi o che persistono nel tempo, soprattutto in presenza di fattori di rischio.

La causa più comune di cicli irregolari in età fertile è la Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
Le linee guida internazionali del 2023 la identificano come prima ipotesi quando i cicli sono lunghi o saltano, soprattutto se si associano acne, irsutismo o segni di iperandrogenismo. In questo contesto viene raccomandato anche uno screening metabolico e, quando indicato, un intervento sullo stile di vita.
Un’altra causa frequente, spesso sottovalutata, è l’amenorrea ipotalamica funzionale. La guideline della Endocrine Society del 2017 la collega a deficit energetico, stress fisico o psicologico e allenamento intenso. Qui il problema è un assetto riproduttivo che si spegne per protezione quando l’organismo percepisce di non avere abbastanza energia.
Se hai alterazioni del ciclo e fai tanta attività fisica e/o sportiva e in generale non mangi molto nelle giornate, probabilmente dovrai intervenire dal punto di vista nutrizionale.
L’iperprolattinemia è meno comune, ma ben codificata: la guideline Endocrine Society del 2011 spiega come valutarla correttamente, evitando falsi positivi, e quando è necessario approfondire o trattarla.
L’evidenza cambia molto a seconda della causa dell’irregolarità.
Nella PCOS, una meta-analisi pubblicata su Human Reproduction Update nel 2024 suggerisce che combinare dieta ed esercizio migliora peso e alcuni parametri riproduttivi e ormonali, soprattutto nelle donne con sovrappeso o obesità. L’effetto, però, non è uniforme e dipende molto dal punto di partenza: non tutte le donne con PCOS hanno lo stesso profilo metabolico o la stessa risposta.
Per l’amenorrea ipotalamica funzionale, una revisione sistematica del 2025 mostra che il recupero del ciclo è strettamente legato alla correzione dello squilibrio energetico. In pratica, il ciclo tende a tornare quando l’organismo “percepisce” di nuovo un’energia sufficiente. Gli studi sono piccoli e eterogenei, ma il messaggio è coerente con le linee guida: in questo contesto, mangiare abbastanza è parte integrante della terapia.

Senza creare allarmismi, ci sono situazioni in cui non è prudente aspettare mesi sperando che il ciclo si regolarizzi da solo. Un sanguinamento molto abbondante che causa stanchezza marcata, capogiri o sospetta anemia merita una valutazione tempestiva.
Lo stesso vale per spotting persistente, sanguinamento dopo i rapporti o associato a dolore importante o calo di peso non spiegato, come indicato dalle raccomandazioni NICE sui percorsi di invio rapido.
Per l’assenza di ciclo, le soglie pratiche suggerite dall’ASRM sono chiare: se i cicli erano regolari e poi scompaiono per più di tre mesi, oppure se erano già irregolari e l’assenza dura circa sei mesi, è il momento di iniziare un inquadramento.
Il primo passo è capire che tipo di irregolarità stai vivendo. Se il problema principale è che il ciclo salta o si allunga molto, la chiave è capire se l’ovulazione sta saltando e perché. Se invece il problema è un sanguinamento anomalo, l’approccio è più ginecologico e va affrontato con visita ed esami mirati.
Il check-up iniziale raccomandato dalle linee guida è spesso più semplice di quanto si pensi. Un test di gravidanza viene sempre per primo, anche quando sembra improbabile. Poi, in base alla storia clinica, pochi esami orientativi come TSH e prolattina sono spesso sufficienti per capire la direzione. Altri esami ormonali si aggiungono solo se il quadro lo richiede.
Dal punto di vista nutrizionale, non esiste una strategia unica valida per tutte.
Nella PCOS l’obiettivo è uno stile di vita sostenibile e la tutela della salute metabolica. Nell’amenorrea da deficit energetico, invece, il messaggio chiave è opposto a quello che molte persone si aspettano: spesso non serve mangiare meglio in senso restrittivo, ma mangiare abbastanza.
Quando il problema è tiroideo o legato alla prolattina, infine, la nutrizione da sola difficilmente risolve il disturbo del ciclo e diventa centrale trattare la causa endocrina in modo appropriato.
No. La perimenopausa è una possibilità, soprattutto con l’avanzare dell’età, ma prima vanno considerate cause molto più frequenti come PCOS, stress, deficit energetico o problemi tiroidei.
Se il ciclo, prima regolare, scompare per più di tre mesi, oppure se l’assenza dura circa sei mesi in chi aveva già cicli irregolari. Anche sanguinamenti molto abbondanti o persistenti vanno valutati prima.
Dipende dalla causa. Nella PCOS uno stile di vita sano e sostenibile può aiutare. Nell’amenorrea da deficit energetico, invece, il problema spesso è mangiare troppo poco. Se invece le cause sono endocrine, la nutrizione da sola non basta.