Nutrizione

Cortisolo alto e aumento di peso: quando è davvero una causa e quando no

1. Quando è clinicamente rilevante

Dire “ho il cortisolo alto” è diventato un modo comune per spiegare aumento di peso, pancia, fame nervosa e stanchezza. Il problema è che questa espressione può indicare situazioni molto diverse tra loro. Da un lato esiste una condizione rara ma seria, come la sindrome di Cushing, in cui il cortisolo è davvero cronicamente elevato e provoca danni concreti. Dall’altro, molto più spesso, si parla di periodi di stress prolungato, con sonno di qualità peggiore e comportamenti che portano a mangiare di più senza accorgersene.

Capire la differenza è fondamentale: evita allarmismi inutili, ma soprattutto impedisce di banalizzare quadri clinici che invece meritano attenzione medica.

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2.Quando il cortisolo è davvero alto in senso medico (Cushing)

Le linee guida dell’Endocrine Society sulla diagnosi (2008) sono molto chiare su un punto spesso frainteso: non ha senso fare screening di massa per la sindrome di Cushing. Il sospetto va posto solo quando sono presenti caratteristiche cliniche suggestive e progressive, oppure in contesti specifici come un incidentaloma surrenalico.

In questi casi si utilizzano test validati come il cortisolo salivare notturno, il cortisolo urinario delle 24 ore o il test di soppressione con desametasone  e non un singolo dosaggio casuale di cortisolo nel sangue.

Il consensus della Pituitary Society (2021) e la guideline di trattamento dell’Endocrine Society (2015) descrivono il Cushing come una condizione in cui l’eccesso di cortisolo si associa tipicamente ad aumento di peso con accumulo centrale, insieme a comorbidità importanti come ipertensione, diabete, osteoporosi e perdita di forza muscolare. Proprio per questo è una diagnosi che va riconosciuta e trattata.

Il messaggio pratico che emerge dalle linee guida è semplice:
se per “cortisolo alto” si intende Cushing, allora sì, l’aumento di peso è parte del quadro clinico; se invece si parla di stress quotidiano, il discorso è completamente diverso e non si diagnostica con un singolo esame.

3. Cosa dicono le migliori revisioni sistematiche e meta-analisi

Qui è utile distinguere due livelli diversi.

a) Stress psicosociale e aumento di peso

Una meta-analisi longitudinale pubblicata su Obesity nel 2011 ha mostrato che lo stress psicosociale è associato, in media, a un piccolo aumento di adiposità nel tempo. L’effetto è modesto e molto variabile tra le persone. In altre parole, lo stress può contribuire all’aumento di peso, ma raramente è l’unica spiegazione.

Il punto chiave è che lo stress agisce soprattutto in modo indiretto: peggiora il sonno, aumenta la probabilità di mangiare in modo impulsivo e riduce la motivazione all’attività fisica.

b) Cortisolo “cronico” misurato nei capelli e obesità

Negli ultimi anni si è diffuso l’uso del cortisolo nei capelli come indicatore di esposizione cronica allo stress. Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su Obesity Reviews (2021–2022) mostra piccole associazioni  tra livelli di glucocorticoidi nei capelli e misure come BMI e circonferenza vita.

Il limite principale di questi studi è metodologico: molti sono cross-sectional, quindi descrivono una correlazione ma non chiariscono la direzione del rapporto. In pratica Non è possibile stabilire con certezza se sia il cortisolo a favorire l’aumento di peso o se, sia l’obesità stessa  con infiammazione, disturbi del sonno e stress metabolico  a modificare l’assetto dell’asse dello stress.

Nei pochi studi prospettici disponibili su perdita di peso e mantenimento, l’associazione tra cortisolo nei capelli e variazioni future di peso appare assente o marginale nella media. Visto quindi i vari limiti presenti in questi studi utilizzare questa modalita di misura del cortisolo ad oggi non ha nessun significato dal punto di vista clinico.

4. Il fai da te non è mai la giusta soluzione

Nella pratica clinica, il rischio maggiore è il fai-da-te diagnostico. Le linee guida ricordano che la causa più comune di un quadro simile al Cushing non è una malattia rara, ma l’uso di glucocorticoidi prescritti (come prednisone o cortisone). In questi casi l’aumento di peso può essere reale e va affrontato insieme al medico che ha indicato la terapia.

Quando ha senso sospettare qualcosa di più dello stress? Senza creare allarmismi, alcuni segnali hanno maggiore valore discriminante nelle linee guida: un quadro progressivo che combina aumento di peso con debolezza muscolare marcata, strie violacee larghe, lividi facili, viso pieno, comparsa o rapido peggioramento di ipertensione o diabete, oppure osteoporosi e fratture non spiegate. In queste situazioni è appropriato parlarne con il medico ed eseguire i test corretti.

5. Cosa fare in pratica

Se ti stai chiedendo se il cortisolo stia influenzando il tuo peso, può essere utile ragionare così.

Se c’è stress, poco sonno e più fame emotiva, è plausibile che lo stress contribuisca indirettamente all’aumento di peso. L’effetto medio dello stress sul grasso corporeo, però, è modesto e molto individuale. La leva più efficace non è cercare di abbassare il cortisolo con integratori, ma intervenire su sonno, regolarità dei pasti, ambiente alimentare e attività fisica, perché sono questi i canali attraverso cui lo stress si traduce in surplus calorico.

Se invece c’è il timore di un vero ipercortisolismo, è meglio evitare il dosaggio occasionale del cortisolo nel sangue. Le linee guida raccomandano di partire dai segni clinici e, solo se indicato, utilizzare test di screening validati.

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Valerio Gamucci, nutrizionista

Autore - Valerio Gamucci

Biologo nutrizionista Theia, esperto in integrazione e nutrizione sportiva.

FAQ

1. Se ingrasso quando sono stressato è colpa del cortisolo?

Non necessariamente. Lo stress può contribuire all’aumento di peso soprattutto perché altera sonno, appetito e comportamenti alimentari. L’effetto medio è piccolo e molto individuale: il cortisolo raramente è la causa.

2. Ha senso misurare il cortisolo nel sangue “per capire”?

No, nella maggior parte dei casi no. Le linee guida indicano che un singolo valore casuale è poco informativo. I test specifici si usano solo se ci sono segni clinici suggestivi di ipercortisolismo.

3. Quando è giusto sospettare qualcosa di più serio dello stress?

Se compaiono segni progressivi come aumento di peso centrale associato a debolezza muscolare, strie violacee, lividi facili, ipertensione o diabete di nuova insorgenza, allora è appropriato parlarne con il medico e seguire un percorso diagnostico strutturato.

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