Nutrizione

Integrazione di nitrati (barbabietola): benefici reali, limiti e quando ha senso usarli

1. Nitrati e performance: Oltre il Mito dell'Integrazione

Quando si parla di “integrazione di nitrati”, in genere ci si riferisce all’uso di nitrato inorganico, spesso attraverso succo o concentrati di barbabietola, con l’obiettivo di aumentare la produzione di ossido nitrico. L’ossido nitrico è una molecola chiave per la vasodilatazione e il flusso sanguigno e, proprio per questo, il tema ha attirato interesse sia in ambito cardiovascolare sia sportivo. Non si tratta di un integratore “benessere” generico: gli ambiti in cui l’effetto è stato studiato con maggiore attenzione sono soprattutto la pressione arteriosa e alcune forme di performance di endurance o di esercizio intermittente. Capire dove l’evidenza è più solida e dove invece diventa fragile aiuta a evitare aspettative irrealistiche.

2. Tra Prestazione e Prudenza: Il Verdetto degli Esperti

Nel contesto sportivo, il Consensus Statement del Comitato Olimpico Internazionale del 2018 include i nitrati tra i supplementi con possibile effetto ergogenico, ma con molte cautele. Il documento riconosce che in alcune situazioni, in particolare durante esercizio submassimale prolungato o attività intermittenti di durata intermedia, può esserci un beneficio misurabile. Allo stesso tempo insiste sulla necessità di valutare attentamente il rapporto rischio-beneficio e la qualità del prodotto utilizzato, proprio perché non tutti rispondono allo stesso modo e non tutti i contesti sono adatti.

Sul versante della sicurezza alimentare, il riferimento più citato resta il parere dell’EFSA del 2017, che definisce un’ADI, cioè un’assunzione giornaliera accettabile, per i nitrati pari a 3,7 mg per kg di peso corporeo al giorno( circa 300mg per una persona di 75kg). Non è una raccomandazione clinica su “quanto integrare”, ma un valore prudenziale che serve a ricordare che l’esposizione totale conta. Se a una dieta già ricca di verdure ad alto contenuto di nitrati si aggiungono succhi concentrati o integratori, l’assunzione complessiva può aumentare rapidamente.

Il messaggio che emerge dai documenti di consenso è piuttosto coerente: nitrati e barbabietola hanno senso soprattutto quando l’obiettivo è la pressione arteriosa o una prestazione sportiva specifica; al di fuori di questi contesti, l’uso come integratore di “salute generale” poggia su basi molto più deboli.

3. Cosa Dice la Scienza: Tra Promesse di Performance e Realtà Clinica

L’ambito in cui l’evidenza è più consistente è quello della pressione arteriosa. Meta-analisi recenti, pubblicate tra il 2024 e il 2025 e focalizzate su persone con ipertensione, indicano che l’assunzione quotidiana di nitrati da succo di barbabietola, in un range spesso compreso tra 200 e 800 mg al giorno, può ridurre la pressione sistolica misurata in ambito clinico. Gli stessi autori, però, classificano la certezza dell’evidenza come bassa e sottolineano l’eterogeneità degli studi per durata, dosaggi e popolazioni. In altre parole, il segnale c’è, ma l’effetto medio è modesto e la risposta individuale molto variabile.

Una revisione con approccio dose–risposta del 2025 mostra che all’aumentare dell’assunzione di nitrati cresce la concentrazione plasmatica di nitrato e nitrito e si osservano miglioramenti di alcuni marker vascolari, inclusa la pressione. Anche qui, però, la conclusione è prudente: servono studi meglio disegnati, più lunghi e mirati a specifici gruppi di pazienti.

Sul fronte della performance sportiva, un’umbrella review pubblicata nel 2025 su Sports Medicine suggerisce che i nitrati possono migliorare alcuni outcome, come il tempo fino all’esaurimento o la distanza totale percorsa, soprattutto in discipline di endurance o in attività intermittenti. Non tutti i parametri migliorano e non tutti gli atleti rispondono allo stesso modo. Le stesse revisioni segnalano problemi metodologici in parte della letteratura, il che rende difficile generalizzare i risultati. Il quadro che emerge è lontano dall’idea di un integratore “turbo” valido per chiunque.

4. L’Effetto Vasodilatatore: Quando la Prudenza è d’Obbligo

Dal punto di vista pratico, l’effetto vasodilatatore dei nitrati è anche la principale fonte di cautela. In chi assume farmaci antipertensivi, l’effetto può sommarsi e portare a cali pressori e sintomi come capogiri o debolezza. Non è una controindicazione automatica, ma è una situazione in cui ha senso confrontarsi con il medico e monitorare la risposta.

Nel contesto sportivo, la qualità del prodotto è un altro tema centrale. Il consensus del CIO insiste molto su questo aspetto, perché l’uso di integratori di scarsa qualità o contaminati può rappresentare un rischio concreto. Inoltre, ricordare il riferimento EFSA sull’ADI aiuta a mantenere un approccio prudente quando si combinano più fonti di nitrati, soprattutto sotto forma di concentrati.

5. Integrazione vs Alimentazione: Quando Basta la Dieta?

L’integrazione di nitrati ha più senso quando c’è un obiettivo chiaro. In presenza di pressione arteriosa alta o borderline, può rappresentare un supporto aggiuntivo allo stile di vita e alle altre misure raccomandate, non una loro sostituzione. In questo contesto, i protocolli studiati utilizzano spesso dosi nell’ordine di alcune centinaia di milligrammi al giorno di nitrato da barbabietola e mostrano un beneficio medio, piccolo ma coerente.

Anche nello sport, in particolare per l’endurance o per attività intermittenti, può valere la pena di testare l’effetto in modo strutturato, mantenendo costanti allenamento, percorso e timing, proprio perché la risposta è molto individuale.

Ha meno senso, invece, usare nitrati come integratore “di benessere” in assenza di ipertensione o di obiettivi prestazionali specifici. In questi casi, investire su una dieta ricca di verdure porta con sé non solo nitrati, ma anche fibra e micronutrienti, con un profilo di benefici molto più ampio e solido.

Se l’obiettivo è capire se funzionano per te, l’approccio più sensato resta quello sperimentale e misurato: una sola strategia alla volta, per un periodo limitato, con valutazioni fatte sempre nelle stesse condizioni. È l’unico modo per distinguere un effetto reale da una semplice impressione.

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Valerio Gamucci, nutrizionista

Autore - Valerio Gamucci

Biologo nutrizionista Theia, esperto in integrazione e nutrizione sportiva.

FAQ

1. I nitrati aiutano davvero ad abbassare la pressione?

Le meta-analisi indicano una riduzione media modesta della pressione sistolica, soprattutto in soggetti ipertesi o borderline. Non sostituiscono le terapie o lo stile di vita, ma possono essere un supporto aggiuntivo.

2. Il succo di barbabietola migliora sempre la performance sportiva?

No. I benefici si osservano soprattutto in endurance o esercizio intermittente e non in tutti gli atleti. Molti non rispondono in modo significativo.

3 . Ci sono rischi nell’integrare nitrat

In genere sono ben tollerati, ma possono potenziare l’effetto dei farmaci antipertensivi e causare cali pressori. È importante considerare l’assunzione totale e la qualità dell’integratore.

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