Endocrinologia

Mounjaro funziona? Cosa sapere davvero

1. Mounjaro funziona? Sì, e anche bene!

Negli ultimi anni pochi farmaci hanno attirato tanta attenzione quanto Mounjaro, nome commerciale della tirzepatide

Tra testimonianze sui social, titoli sensazionalistici e risultati clinici impressionanti, è facile pensare di trovarsi davanti a una sorta di soluzione definitiva per perdere peso. La realtà, però, è ben più complessa.

La risposta breve è che Mounjaro funziona davvero

Le evidenze scientifiche disponibili mostrano che può favorire una perdita di peso importante e migliorare il controllo della glicemia nelle persone con diabete tipo 2. 

Mounjaro e dimagrimento
Il dispositivo utilizza un piccolo ago sottocutaneo che permette di iniettare il farmaco.

2. Cosa è Mounjaro e come funziona

Mounjaro è il nome commerciale di un farmaco a base di tirzepatide, utilizzato principalmente nel trattamento del diabete di tipo 2 e per il trattamento dell'obesità. 

Agisce imitando l'azione di due ormoni intestinali (GLP-1 e GIP), aiutando a regolare la glicemia, a rallentare lo svuotamento dello stomaco e a ridurre significativamente il senso di fame. 

È indicato per adulti con un BMI pari o superiore a 30, oppure a partire da 27 in presenza di almeno una patologia correlata al peso. 

Non si tratta di un prodotto estetico o 'da benessere' per chiunque, ma di uno straordinario strumento terapeutico per precise condizioni cliniche. 

Molte persone però temono che questo farmaco sia pericoloso e che possa causare loro rischi importanti.

3. Quanto peso si può perdere davvero?

Secondo la documentazione ufficiale dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), negli adulti con obesità o sovrappeso con comorbidità, ma senza diabete tipo 2, dopo 72 settimane di trattamento la perdita media di peso è stata di circa il 15-16% con la dose da 5 mg, circa il 20% con la dose da 10 mg e oltre il 22% con la dose da 15 mg. 

Nel gruppo placebo la riduzione media è stata intorno al 2%.

Tradotto in termini semplici, una persona di 100 kg potrebbe arrivare a perdere mediamente oltre 20 kg con le dosi più elevate, purché il trattamento venga seguito correttamente e mantenuto nel tempo.

Anche nelle persone con diabete tipo 2 i risultati sono molto positivi, sebbene generalmente leggermente inferiori rispetto a quelli osservati nei soggetti senza diabete. 

Mounjaro perdita di peso
Mounjaro funziona e la perdita di peso è reale

Facciamo però una precisazione importante: nessuna linea guida e nessuna autorità regolatoria lo descrivono come una terapia da utilizzare isolatamente. Il farmaco è indicato all'interno di un percorso che comprende alimentazione, attività fisica e monitoraggio medico.

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4. Perché il farmaco da solo non basta

Uno degli aspetti più trascurati nella comunicazione online è che Mounjaro non sostituisce un percorso nutrizionale.

L'EMA, il NICE britannico e gli Standard of Care dell'American Diabetes Association indicano chiaramente che la terapia deve essere associata a modifiche dello stile di vita. Questo significa che il farmaco rappresenta uno strumento da associare ad una graduale modificazione delle abitudini, non l'intero trattamento.

Nella pratica clinica, le persone che ottengono i risultati migliori sono spesso quelle che affiancano alla terapia farmacologica un percorso nutrizionale personalizzato e un adeguato supporto medico.

Imparare a gestire i pasti, comprendere il proprio rapporto con il cibo, costruire abitudini sostenibili e mantenere una buona massa muscolare rimangono elementi fondamentali.

Senza questi aspetti, il rischio è quello di ottenere risultati inferiori alle aspettative oppure di avere difficoltà a mantenere il peso raggiunto nel lungo periodo.

5. Quali sono gli effetti collaterali più comuni?

Nella scheda EMA gli effetti indesiderati più comuni sono di tipo gastrointestinale, in particolare nausea, diarrea, vomito, dolore addominale, stipsi e con minore frequenza anche dispepsia, distensione addominale, eruttazione, flatulenza, malattia da reflusso gastroesofageo.

La stessa EMA precisa però che questi eventi sono per lo più lievi o moderati e sono più frequenti durante la fase di aumento della dose ma tendono comunque a ridursi col tempo. 

mounjaro e disturbi gastrointestinali
I disturbi gastrointestinali sono molto frequenti durante la terapia con Mounjaro

Il rischio più probabile è quello di avere dei fastidi gastro-intestinali, soprattutto all’inizio della terapia o durante gli aumenti di dose (specie se non si rispettano i tempi indicati dalle schede tecniche). Ecco perché la tirzepatide richiede una titolazione graduale e un costante monitoraggio nel tempo, escludendo qualsiasi forma di improvvisazione. 

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Mounjaro è pericoloso? Rischi reali e cosa sapere prima di iniziarlo

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6. Conclusioni

In conclusione, le evidenze scientifiche disponibili confermano che Mounjaro (tirzepatide) è oggi uno dei trattamenti più efficaci per la gestione dell’obesità e del sovrappeso associato a condizioni cliniche specifiche, con risultati concreti sia sulla perdita di peso sia sul controllo metabolico.

Tuttavia, il suo successo non dipende esclusivamente dal farmaco. Per ottenere benefici significativi e soprattutto duraturi, è fondamentale che la terapia venga prescritta e monitorata da un endocrinologo esperto, in grado di valutare indicazioni, dosaggi e risposta clinica nel tempo.

Allo stesso modo, l’associazione con un percorso nutrizionale personalizzato e con una progressiva modifica delle abitudini di vita rappresenta un elemento imprescindibile del trattamento. Alimentazione, attività fisica, educazione alimentare e costruzione di comportamenti sostenibili rimangono infatti i pilastri su cui si basa il mantenimento dei risultati nel lungo periodo.

Autore dell'articolo

Luca Franciosi
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi del Lazio e dell'Abruzzo
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Il Dott. Luca Franciosi è biologo nutrizionista, chinesiologo e personal trainer. Grazie a una formazione multidisciplinare, integra nutrizione e attività fisica nella costruzione di percorsi personalizzati, orientati al miglioramento della salute, della composizione corporea e delle abitudini quotidiane.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e l’abilitazione alla professione di biologo, dopo una prima laurea in Scienze Motorie a indirizzo biosanitario. Ha inoltre approfondito la propria preparazione con un Master di I livello in Nutrizione clinica e diverse formazioni dedicate all’allenamento e all’esercizio posturale.

All’interno di Theia si occupa di accompagnare le persone nel percorso nutrizionale, combinando rigore scientifico, ascolto e indicazioni concretamente applicabili alla vita quotidiana. La doppia competenza in nutrizione e movimento gli consente di considerare alimentazione ed esercizio come parti complementari dello stesso percorso di salute.

FAQ

Mounjaro funziona davvero per dimagrire?

Sì, le evidenze disponibili mostrano una perdita di peso clinicamente importante in molte persone, soprattutto se il trattamento viene seguito bene.

Mounjaro basta da solo per perdere peso?

No. Il farmaco aiuta molto, ma funziona meglio quando è inserito in un percorso strutturato con alimentazione, attività fisica e controlli regolari.

Quanto peso si può perdere con Mounjaro?

Dipende dalla dose, durata del trattamento e presenza di diabete tipo 2, ma in media il calo può essere molto significativo.

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici di Trapani
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Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

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