
Molte donne notano che la bilancia sale proprio nei giorni prima o durante il ciclo e pensano di essere ingrassate. Nella maggior parte dei casi, però, non si tratta di un aumento rapido della massa grassa.
Le oscillazioni osservate in questa fase sembrano dipendere soprattutto da ritenzione di liquidi, gonfiore e variazioni gastrointestinali transitorie.
Una revisione sistematica pubblicata sull’American Journal of Human Biology ha rilevato infatti un aumento medio di circa mezzo chilo nel corso del ciclo, spiegato soprattutto da un incremento dell’acqua extracellulare.
Questo è il dato più importante da ricordare: il peso può cambiare, ma non necessariamente perché è cambiata davvero la composizione corporea.
Le fonti istituzionali sui disturbi premestruali descrivono molto bene questo fenomeno.
Women’s Health spiega che, dopo l’ovulazione, il calo di estrogeni e progesterone può accompagnarsi a sintomi come gonfiore, tensione mammaria, cambiamenti dell’appetito e altri disturbi fisici.
Anche il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists include tra i sintomi tipici ritenzione di liquidi, gonfiore e aumento della fame emotiva (craving o spiluccare cibo).
In pratica, in quella finestra del ciclo il corpo può trattenere più acqua e far segnare un peso leggermente più alto senza che ci sia stato un vero aumento di grasso. Se cambiano anche intestino, regolarità o desiderio di cibi più salati o dolci, la variazione può essere ancora più evidente.

La revisione sistematica del 2023 sulla composizione corporea durante il ciclo suggerisce che il cambiamento medio sia modesto, e che riguardi soprattutto i liquidi corporei. Non sono emerse variazioni significative degli altri compartimenti corporei tali da far pensare a un aumento rapido del tessuto adiposo.
Un’altra revisione sistematica con meta-analisi, pubblicata su Nutrition Reviews, ha osservato che l’introito energetico tende a essere più alto nella fase luteale rispetto a quella follicolare. Questo non significa che tutte le donne tendono ad ingrassare in quei giorni specifici, ma aiuta a capire perché in alcune persone possano aumentare fame, appetito e voglia di certi cibi.
Gli autori, comunque, sottolineano che gli studi sono eterogenei e che il fenomeno varia molto da persona a persona.

Una lieve oscillazione del peso che si ripete ogni mese nella stessa fase del ciclo è in genere compatibile con la fisiologia.
Il discorso cambia se il gonfiore persiste anche fuori da quel periodo, se i sintomi sono molto intensi oppure se compaiono segnali che meritano attenzione, come sanguinamenti molto abbondanti o prolungati, dolore importante, sangue nelle feci o perdita di peso non intenzionale.
Anche i disturbi premestruali non vanno banalizzati quando diventano molto fastidiosi. Le raccomandazioni del RCOG e la linea guida ACOG ricordano che la sindrome premestruale può avere un impatto clinico reale, soprattutto quando interferisce con la qualità di vita.

La linea guida pratica è questa: durante il ciclo il peso può variare soprattutto per cambiamenti nei liquidi corporei, nel gonfiore e, in alcune persone, anche nell’appetito e nella funzione intestinale.
Nella media degli studi la variazione è modesta ma sufficiente per alterare il peso, specie se nel mentre si sta seguendo un percorso nutrizionale.
Il consiglio più importante? non interpretare il peso in modo troppo rigido.
Sicuramente è più utile guardare l’andamento medio di più giorni, invece di dare troppo peso a una singola misurazione premestruale.
Sì, una lieve variazione è frequente e spesso dipende da liquidi, gonfiore e sintomi intestinali.
Di solito no. Nella maggior parte dei casi si tratta di una fluttuazione temporanea e fisiologica, non di un aumento rapido della massa grassa.
Se il gonfiore è continuo anche fuori dal ciclo, i sintomi sono molto intensi o compaiono segnali insoliti, è meglio parlarne con un professionista.