Nutrizione

Colesterolo LDL: cos’è, quali valori contano davvero e come interpretarli - Calcolatore online

1. Cos’è il colesterolo LDL e perché è giusto conoscerlo

Il colesterolo LDL è una delle principali “materie prime” con cui si formano le placche aterosclerotiche nelle arterie. Per questo è al centro della prevenzione cardiovascolare.

Il punto chiave, però, è che non esiste un unico valore “normale” valido per tutti: oggi le raccomandazioni ragionano soprattutto in termini di rischio cardiovascolare globale e di obiettivi personalizzati, non di soglie uguali per ogni persona.

Colesterolo LDL significa colesterolo trasportato dalle lipoproteine a bassa densità

Le LDL sono particelle che portano colesterolo dal fegato ai tessuti. Quando sono presenti in quantità elevate (o restano a lungo in circolo), aumentano la probabilità che il colesterolo si depositi nella parete delle arterie, favorendo l’aterosclerosi

Per questo, un suo controllo periodico associato a sane abitudini è fondamentale per ridurre il rischio cardiovascolare complessivo.

2. Valori di riferimento: cosa usare nella pratica per una persona “sana”

Il primissimo step prevede il saper distinguere soglie di segnalazione e obiettivi clinici.

Cut-off di laboratorio (quando un valore viene “segnalato”)

Le principali linee guida europee EAS/EFLM propongono cut-point utili per interpretare un referto di routine, come bussola iniziale:

  1. Colesterolo totale: ≥ 190 mg/dL
  2. LDL o colesterolo “cattivo”: ≥ 115 mg/dL
  3. Trigliceridi (a digiuno): ≥ 150 mg/dL
  4. HDL o colesterolo “buono”: ≤40 mg/dL (segnalato come basso)

Queste soglie non sono target terapeutici: servono a orientare una prima lettura dell’esame.

Criteri per la diagnosi di sindrome metabolica
Criteri per la diagnosi di sindrome metabolica. Riferimenti: Comparison of Predictability of Cardiovascular Events between Each Metabolic Component in Patients with Metabolic Syndrome Based on the Revised National Cholesterol Education Program Criteria

Target secondo il rischio (quello che conta davvero)

Le linee guida ESC/EAS 2019 impostano gli obiettivi in base al rischio cardiovascolare complessivo:

  1. Rischio basso (profilo vicino alla “persona sana”): un LDL <116 mg/dL può essere considerato appropriato.
  2. Rischio moderato: si considera un target di <100 mg/dL.

Per i trigliceridi, valori <150 mg/dL indicano in generale un rischio più basso; livelli più alti invitano a valutare fattori metabolici e di stile di vita.

Per l’HDL, le linee guida non fissano un obiettivo da raggiungere con terapie specifiche. Viene usato piuttosto come marcatore di rischio: nel consensus IDF sulla sindrome metabolica, il colesterolo HDL è considerato basso se  <40 mg/dL negli uomini e <50 mg/dL nelle donne.

Messaggio pratico: nella persona sana i cut-off aiutano a orientarsi, ma l’LDL va sempre interpretato alla luce del rischio globale.

Rischio cadiovascolare e obiettivi di LDL
Rischio cadiovascolare e obiettivi di LDL. Riferimenti: 2019 ESC/EAS guidelines for the management of dyslipidaemias: Lipid modification to reduce cardiovascular risk

3. Come si calcola indirettamente l’LDL - Calcolatore online

Quando non viene misurato direttamente con le analisi cliniche, il colesterolo LDL può essere stimato con la formula di Friedewald, riportata nelle linee guida europee:

  • In mg/dL:
    LDL-C = Colesterolo totale − HDL-C − (Trigliceridi / 5)
  • In mmol/L:
    LDL-C = Totale − HDL-C − (Trigliceridi / 2,2)

Prova tu stesso tramite il nostro calcolatore online:

Calcolatore colesterolo LDL (formula di Friedewald)

LDL stimato
Formula di Friedewald (linee guida europee).
⚠️ La formula non è affidabile con trigliceridi ≥ 400 mg/dL (≈ 4,5 mmol/L).

Limiti da conoscere

1. La formula è affidabile soprattutto se i trigliceridi sono < ~400 mg/dL.

2. Può perdere accuratezza quando l’LDL è molto basso (per esempio con terapie intensive).

3. Con trigliceridi elevati o situazioni particolari, il laboratorio può ricorrere a metodi diretti o ad altri indicatori (come non-HDL o ApoB), secondo i consensus europei.

4. Conclusioni pratiche

Il colesterolo LDL è il principale marker dell’assetto lipidico che indica il rischio cardiovascolare, ma va sempre letto contestualizzandolo in base al tuo rischio cardiovascolare complessivo (età, pressione, fumo, diabete, familiarità).

I Trigliceridi sotto 150 mg/dL sono in genere un buon segnale; se sono più alti spesso conviene valutare il contesto: grasso viscerale, alcol, glicemia e abitudini alimentari.

L’HDL è più un indicatore di rischio (soprattutto se molto basso) che un marker diagnostico.

Se l’LDL è calcolato indirettamente e i trigliceridi sono alti, la stima può essere meno precisa: in questi casi ha senso guardare anche ad altri parametri consigliati dalle linee guida.

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Luca Franciosi

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FAQ

Qual è il valore normale di colesterolo LDL?

Non esiste un unico valore valido per tutti. Nelle persone a basso rischio cardiovascolare, valori sotto ~115 mg/dL possono essere considerati appropriati; se il rischio è maggiore, l’obiettivo diventa più basso.

Conta di più il colesterolo totale o l’LDL?

Riferendosi al rischio, conta di più l’LDL. È il parametro principale usato dalle linee guida per stimare e ridurre il rischio cardiovascolare.

Se l’LDL è calcolato indirettamente, posso fidarmi?

Sì, se i trigliceridi sono sotto circa 400 mg/dL. Con trigliceridi elevati o LDL molto basso, l’accuratezza della stima diminuisce ed è utile considerare altri parametri (come non-HDL o ApoB).

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