Nutrizione

Dieta e fertilità: cosa conta davvero per aumentare le probabilità di concepimento

1. Dieta e fertilità: cosa conta davvero (e cosa no)

Quando si parla di dieta e fertilità il rischio è di promettere troppo o di alimentare false speranze.

Ad oggi, non esistono alimenti “magici” che garantiscono una gravidanza, ma sarebbe altrettanto scorretto dire che l’alimentazione non incida sulle probabilità, in base al contesto generale. 

Le evidenze più solide suggeriscono che la dieta conta soprattutto come cornice metabolica: peso corporeo, qualità complessiva dell’alimentazione e stile di vita influenzano l’ovulazione, la qualità ovocitaria e spermatica e, in alcuni casi, anche gli esiti della procreazione medicalmente assistita. 

2. Cosa dicono le linee guida: pattern alimentare, peso e abitudini

L’American Society for Reproductive Medicine, nel Committee Opinion aggiornato nel 2022 su come ottimizzare la fertilità naturale, non propone diete specifiche miracolose. Sottolinea invece l’importanza di ottimizzare il BMI, ridurre alcol e fumo e mantenere uno stile di vita sano. La dieta è vista quindi come parte integrante di un contesto metabolico favorevole, non come intervento isolato.

Le linee guida internazionali 2023 sulla PCOS – una delle cause più frequenti di anovulazione – ribadiscono lo stesso concetto: la priorità è migliorare la qualità della dieta e la gestione del peso quando necessario. Ciò che conta è l’aderenza e l’impatto metabolico. Inoltre, migliorare l’insulino-resistenza e l’assetto ormonale può aumentare la probabilità di ovulazione spontanea.

Un intervento nutrizionale con evidenza rilevante in epoca pre-concezionale è invece la supplementazione di acido folico, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2023 per ridurre il rischio di difetti del tubo neurale. Questo non aumenta direttamente la fertilità, ma migliora la sicurezza della gravidanza ed è parte integrante della cura preconcezionale.

In sintesi, le linee guida concordano su un punto: la dieta è rilevante quando migliora la salute metabolica, regolarità ovulatoria e qualità complessiva dello stile di vita. 

3. Dieta mediterranea: segnali favorevoli, ma non prove definitive

Una revisione sistematica con meta-analisi del 2023 ha valutato l’associazione tra aderenza alla dieta mediterranea e outcome di fertilità. Il quadro generale è favorevole: maggiore aderenza si associa a marker riproduttivi migliori e, in alcuni studi, a esiti più positivi. 

Tuttavia, trattandosi prevalentemente di studi osservazionali, non è possibile dimostrare un rapporto causa-effetto con la stessa forza di un trial randomizzato. Inoltre, la definizione di “dieta mediterranea” e gli outcome analizzati variano tra gli studi analizzati.

Questo non significa che la dieta mediterranea “cura l’infertilità”, ma che rappresenta uno dei pattern alimentari più coerenti con un profilo metabolico favorevole alla funzione riproduttiva.

Dieta mediterranea e motilità spermatica
Associazione tra dieta mediterranea e maggior motilità spermatica. Riferimenti: Adherence to the Mediterranean diet is positively associated with sperm motility: A cross-sectional analysis
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4. Interventi sullo stile di vita prima del concepimento

Una revisione Cochrane del 2021 sugli interventi preconcepimento nelle persone con infertilità suggerisce che lavorare sullo stile di vita è plausibilmente utile. Tuttavia, la fertilità dipende da molteplici fattori e servono studi ampi e ben disegnati per isolare l’effetto della singola modificazione alimentare.

In sintesi: ha senso intervenire su dieta, peso e abitudini, ma senza aspettarsi che una singola scelta alimentare ribalti completamente la situazione. Laddove sia necessario un trattamento ormonale o vi sia una infertilità non reversibile, i soli interventi sullo stile di vita non avranno grande utilità.

Aumento fertilità in pazienti con obesità
Aumento della fertilità in pazienti con obesità. Riferimenti: Nutritional and exercise interventions to improve conception in women suffering from obesity and distinct nosological entities

5. Situazioni particolari

Nella PCOS e in presenza di insulino-resistenza, l’intervento su peso e qualità della dieta ha un razionale più forte perché può migliorare la regolarità ovulatoria e il profilo metabolico.

All’estremo opposto, sottopeso, restrizione alimentare eccessiva o elevato stress fisico possono ridurre la fertilità. Anche qui la soluzione non è di mangiare meno, ma ristabilire un equilibrio energetico adeguato.

La gestione deve sempre essere personalizzata, soprattutto in casi di percorsi di PMA o condizioni metaboliche complesse.

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6. In pratica: cosa fare davvero

Se l’obiettivo è aumentare le probabilità di concepimento in modo sicuro e coerente con le evidenze migliori, l’approccio più solido è puntare a un pattern alimentare di alta qualità, come quello mediterraneo, riducendo alimenti ultraprocessati e zuccheri aggiunti e privilegiando alimenti vegetali, cereali integrali, olio d’oliva, pesce e frutta secca.

Se è presente sovrappeso, obesità o PCOS, migliorare la salute metabolica e, quando indicato, ridurre il peso in modo sostenibile è spesso la leva più efficace per favorire l’ovulazione e migliorare il contesto ormonale.

Evitare esclusioni drastiche senza diagnosi specifica aiuta a preservare varietà e aderenza ad un contesto alimentare sano.

Infine, integrare acido folico nel periodo preconcezionale è una scelta raccomandata con evidenza solida per la sicurezza della futura gravidanza.

La fertilità dipende da un equilibrio complesso, in cui la dieta è uno dei tasselli, ma non l’unico.

Autore dell'articolo

Luca Franciosi
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi
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Il Dott. Luca Franciosi è biologo nutrizionista, chinesiologo e personal trainer. Grazie a una formazione multidisciplinare, integra nutrizione e attività fisica nella costruzione di percorsi personalizzati, orientati al miglioramento della salute, della composizione corporea e delle abitudini quotidiane.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e l’abilitazione alla professione di biologo, dopo una prima laurea in Scienze Motorie a indirizzo biosanitario. Ha inoltre approfondito la propria preparazione con un Master di I livello in Nutrizione clinica e diverse formazioni dedicate all’allenamento e all’esercizio posturale.

All’interno di Theia si occupa di accompagnare le persone nel percorso nutrizionale, combinando rigore scientifico, ascolto e indicazioni concretamente applicabili alla vita quotidiana. La doppia competenza in nutrizione e movimento gli consente di considerare alimentazione ed esercizio come parti complementari dello stesso percorso di salute.

FAQ

Esiste una dieta specifica che aumenta sicuramente la fertilità?

No. Le linee guida non raccomandano una dieta unica miracolosa. Conta la qualità complessiva dell’alimentazione e lo stato di salute metabolica.

La dieta mediterranea migliora davvero le probabilità di gravidanza?

Gli studi osservazionali mostrano associazioni favorevoli, ma non dimostrano un rapporto causa-effetto definitivo.

Quali integratori servono davvero?

L’acido folico è raccomandato nel periodo preconcezionale per prevenire deficit del tubo neurale. Per altri integratori le evidenze sono meno solide.

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici di Trapani
4393

Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

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