
Partiamo dalle basi, il canale di erogazione non discrimina la qualità del servizio.
Un bravo professionista sarà in grado di aiutare un paziente a raggiungere un risultato in qualsiasi contesto, sia in fisico che online.
Nell’online vi è una oggettiva maggior comodità nella flessibilità organizzativa e di risparmio di tempo e risorse da entrambe le parti. Un risparmio di questo tipo, può supportare una maggior aderenza al percorso del paziente.
E proprio l’aderenza è spesso il vero punto critico nei percorsi di gestione del peso corporeo, diabete, sindrome metabolica e rischio cardiovascolare.
Allo stesso modo però, un approccio troppo superficiale (una videochiamata sporadica senza monitoraggio né follow-up) rischia di essere meno efficace di un percorso in presenza ben organizzato.
La differenza, più che nel “mezzo”, sta nella qualità del processo clinico.
Le indicazioni più solide non affermano che l’online sia migliore o peggiore della prestazione in presenza. Sottolineano invece che contano valutazione clinica, obiettivi chiari, follow-up regolari, tutela della privacy e integrazione con il resto dell’assistenza sanitaria.
Le linee guida WHO del 2019 sugli interventi digitali per rafforzare i sistemi sanitari evidenziano che la salute digitale può migliorare accesso e continuità delle cure, ma non sostituisce un sistema clinico ben funzionante. La tecnologia è uno strumento, non una scorciatoia.
Per questo, è importante valutare lo stato clinico iniziale del paziente, e indirizzarlo nel percorso (e quindi, metodo erogativo) più adatto a lui.
La Telehealth Task Force dell’Academy of Nutrition and Dietetics (2025) ribadisce che la cura nutrizionale erogata online deve rispettare standard professionali, garantire equità di accesso e considerare eventuali barriere come alfabetizzazione digitale, lingua o disabilità.
Parallelamente, il position paper 2025/2026 sulla Medical Nutrition Therapy conferma l’efficacia della terapia nutrizionale erogata da professionisti qualificati nelle malattie croniche: se la MNT funziona, ha senso renderla accessibile anche tramite la telemedicina quando le prestazioni in presenza sono difficili da gestire.
Non è il canale a determinare l’efficacia, ma la struttura e la qualità dell’intervento.
Le meta-analisi disponibili offrono un quadro realistico e interessante. Una revisione sistematica pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition nel 2016 ha mostrato che interventi dietetici erogati tramite telemedicina in adulti con malattie croniche possono migliorare la qualità della dieta, inclusi consumo di frutta e verdura e riduzione del sodio in alcuni contesti. Questo suggerisce che la consulenza nutrizionale a distanza può essere uno strumento valido per lavorare su pattern e abitudini alimentari.
Una meta-analisi del 2025 sugli interventi di telemedicina per la perdita di peso ha riscontrato un effetto medio favorevole, ma di entità modesta, con elevata eterogeneità tra studi. In altre parole, funziona soprattutto quando il programma è ben progettato; interventi digitali minimalisti producono risultati più limitati.
Questo vuol dire che le competenze professionali e la qualità del servizio restano alla base per garantire un percorso valido e utile, a prescindere che sia in presenza o online.
Un’analisi di rete pubblicata nel 2025 su JMIR, che ha valutato quali componenti degli interventi digitali siano più efficaci per il dimagrimento, ha evidenziato un pattern ricorrente: informazioni strutturate, contatto con uno specialista e rinforzi motivazionali sono tra gli elementi più associati ai risultati migliori. La componente umana resta centrale, anche se mediata da uno schermo.
Sul confronto diretto tra online e presenza, un trial randomizzato del 2024 in persone con diabete tipo 2 ha mostrato che la telenutrizione non era inferiore all’educazione nutrizionale in presenza nel controllo glicemico nel periodo osservato. Si tratta di uno studio con campione limitato, ma rappresenta un segnale incoraggiante.
Un limite generale dell’evidenza è che il termine “telemedicina” comprende modalità molto diverse: video-visite strutturate, app automatizzate, coaching via chat, programmi ibridi. Non è quindi possibile parlare di “visita online” come categoria standardizzata.

La visita nutrizionale online non è intrinsecamente meno sicura, ma alcune situazioni richiedono maggiore cautela. Nei disturbi del comportamento alimentare, nelle fragilità complesse o in presenza di comorbidità importanti, può essere necessario un approccio multidisciplinare con integrazione in presenza.
Un altro limite pratico riguarda il monitoraggio e la gestione dei dati clinici. La raccolta dei dati in percorsi online è di responsabilità del paziente (peso e circonferenze corporee). In questo caso è necessario valutare eventuali errori o informazioni poco dettagliate durante il percorso, perlomeno considerando quei dati che invece in presenza si possono ottenere in modo più oggettivo.
Le barriere digitali possono inoltre influenzare efficacia e continuità: connessione instabile, difficoltà linguistiche o scarsa alfabetizzazione tecnologica aumentano il rischio di drop-out.
Una visita nutrizionale online può funzionare davvero e quando è parte di un percorso strutturato non ha nulla da invidiare ad un percorso in presenza.
Le evidenze più recenti sugli interventi digitali indicano che il contatto continuativo con uno specialista è uno dei fattori più legati al successo.
In definitiva, la visita nutrizionale online non è una scorciatoia né un compromesso. È uno strumento che può essere efficace tanto quanto il percorso in presenza, a condizione che sia progettato con rigore clinico, monitoraggio adeguato e continuità nel tempo.
Non necessariamente. Studi di non-inferiorità e meta-analisi mostrano risultati comparabili quando il percorso è ben strutturato.
Sì. Peso, circonferenze, pressione ed esami aggiornati sono fondamentali anche in un percorso online.
Gli studi consigliano un percorso in presenza in casi di disturbi del comportamento alimentare, in fragilità complesse o quando è necessario un approccio multidisciplinare integrato.