Nutrizione

Dieta low carb o high carb: quale funziona meglio?

1. La domanda giusta non è “quale è migliore”, ma “per cosa”

Quando si confrontano dieta low carb e high carb, il primo errore è cercare una risposta universale. “Migliore” per cosa? Per perdere peso, migliorare la glicemia, abbassare i trigliceridi o semplicemente per riuscire a seguirla nel tempo?

C’è poi un altro equivoco ancora più importante. “High carb” non è una categoria unica: può significare una dieta ricca di legumi, frutta, verdura e cereali integrali, oppure una dieta ricca di zuccheri, farine raffinate e prodotti ultraprocessati. Le linee guida più recenti insistono proprio su questo punto: la qualità dei carboidrati conta molto più della quantità.

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2. Cosa dicono davvero le linee guida

Le principali raccomandazioni internazionali non incoronano una vincitrice. La linea guida NICE più recente sull’obesità sottolinea che il dimagrimento può essere ottenuto sia riducendo i grassi sia riducendo i carboidrati, purché si crei un deficit energetico sostenibile.

Anche la WHO sposta il focus sulla qualità degli alimenti: i carboidrati dovrebbero provenire soprattutto da fonti poco raffinate come cereali integrali, legumi, frutta e verdura, con un apporto adeguato di fibra. In questo contesto, una dieta anche relativamente ricca di carboidrati può essere perfettamente coerente con la salute metabolica.

Nel diabete tipo 2, gli standard ADA sono ancora più espliciti: non esiste una distribuzione ideale di macronutrienti valida per tutti. Low carb, dieta mediterranea, DASH o alimentazione plant-based sono tutte opzioni accettabili, da adattare alla persona.

3.Cosa emerge dagli studi

Guardando agli studi, il quadro è meno netto di quanto spesso si racconti. La dieta low carb tende ad avere un piccolo vantaggio iniziale sul peso, soprattutto nei primi mesi. Questo è uno dei motivi per cui viene spesso percepita come “più efficace”.

Nel lungo periodo, però, le differenze si riducono molto. Studi di durata maggiore mostrano che, quando calorie e supporto comportamentale sono simili, le differenze tra diete con più o meno carboidrati diventano piccole o nulle. Questo suggerisce che la variabile decisiva non sia tanto la quota di carboidrati, ma la capacità di mantenere il piano nel tempo.

Nel diabete tipo 2, la low carb mostra benefici più evidenti nel breve termine, soprattutto su glicemia e HbA1c. Tuttavia, anche qui l’effetto tende ad attenuarsi nel tempo, e l’aderenza resta il fattore determinante.

Un aspetto interessante che emerge dalla letteratura più recente è che non sempre “meno carboidrati” significa automaticamente meglio. Diete più ricche di carboidrati ma anche più ricche di fibra possono avere effetti favorevoli su alcuni parametri cardiometabolici rispetto a diete più povere di carboidrati ma anche più povere di fibra. Questo rafforza l’idea che il punto centrale sia la qualità degli alimenti.

4. Il vero fattore discriminante: cosa mangi al posto dei carboidrati

Un elemento spesso trascurato è cosa succede quando si riducono i carboidrati. Se vengono sostituiti con grassi di buona qualità, come olio d’oliva, pesce o frutta secca, il risultato è molto diverso rispetto a una dieta ricca di grassi saturi e alimenti processati.

Lo stesso vale al contrario. Una dieta ricca di carboidrati può essere perfettamente sana se basata su alimenti integrali e ricchi di fibra, ma diventa problematica se dominata da zuccheri e prodotti raffinati.

Questo è uno dei motivi per cui le linee guida moderne evitano una visione rigida e preferiscono un approccio più qualitativo.

5 . In pratica

La sintesi più utile è questa: non esiste una dieta universalmente migliore tra low carb e high carb.

Una low carb ben costruita può essere efficace, soprattutto nel breve termine o per il controllo glicemico. Una dieta più ricca di carboidrati può funzionare altrettanto bene, a patto che siano carboidrati di qualità e che l’alimentazione resti ricca di fibra.

Alla fine, la differenza reale non la fa la percentuale di carboidrati, ma la combinazione di tre fattori: qualità degli alimenti, sostenibilità nel tempo e aderenza.

È per questo che, più che scegliere una “fazione”, ha più senso costruire un’alimentazione che si riesca a mantenere davvero, senza estremismi e senza scorciatoie.

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Valerio Gamucci, nutrizionista

Autore - Valerio Gamucci

Biologo nutrizionista Theia, esperto in integrazione e nutrizione sportiva.

FAQ

1 . La dieta low carb fa dimagrire di più?

Spesso può dare un piccolo vantaggio iniziale, ma nel lungo periodo le differenze rispetto ad altri approcci tendono a ridursi e risulta inoltre meno sostenibile nel tempo.

2. Una dieta high carb può essere sana?

Sì, se i carboidrati arrivano soprattutto da legumi, cereali integrali, frutta e verdura. Il problema non è la quota alta in sé, ma la qualità degli alimenti.

3. Quale approccio è migliore nel diabete tipo 2?

Dipende dalla persona. Una low carb può aiutare nel breve termine, ma anche gli altri modelli alimentari funzionano bene soprattutto nel lungo periodo.

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