
Mounjaro è il nome commerciale della tirzepatide, un farmaco iniettabile nato per trattare il diabete e recentemente approvato per la gestione clinica dell’obesità, una condizione medica complessa e cronica. La sua efficacia nella perdita di peso è significativa, ma il suo scopo terapeutico principale resta quello di migliorare salute metabolica, ridurre le complicanze associate e facilitare l’adozione di uno stile di vita salutare, più che una semplice perdita ponderale estetica.
Il suo utilizzo è stato autorizzato da EMA per il trattamento dell'obesità in adulti con BMI ≥30, oppure con BMI ≥27 in presenza di comorbidità correlate al peso corporeo, come diabete di tipo 2, ipertensione o apnea ostruttiva del sonno.
La particolarità di Mounjaro è che agisce su due ormoni, non su uno solo:
Il risultato è una riduzione dell’appetito e un minor introito calorico senza obbligare a restrizioni drastiche.
L’obesità non è un semplice problema di mancanza di volontà, ma una patologia cronica influenzata da meccanismi biologici, genetici e ambientali complessi che vanno ben oltre la semplice scelta razionale di cosa mangiare. Tirzepatide agisce direttamente su alcuni di questi meccanismi biologici, rendendo i cambiamenti dello stile di vita realisticamente applicabili e sostenibili.

Al momento, tirzepatide non è ancora rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale per l’indicazione obesità in Italia, quindi l’acquisto avviene a carico del paziente.
a. Il costo mensile in farmacia, per i dosaggi da 5 a 15 mg, si aggira tra 300 e 500 euro al mese (dipende dal dosaggio prescritto e dal canale di distribuzione).
b. Alcune regioni potrebbero introdurre forme di rimborsabilità parziale o criteri di accesso attraverso centri specialistici, ma la situazione è ancora in evoluzione.
In ogni caso, si tratta di una terapia cronica, che per essere efficace richiede una somministrazione prolungata e un accompagnamento strutturato, non un trattamento “spot”.
Mounjaro è un farmaco iniettivo usato nel diabete tipo 2 e da qualche anno anche nel trattamento dell'obesità. Nella pratica italiana, però, quando si parla di “costo” e soprattutto di “gratis”, si sta quasi sempre parlando di rimborsabilità: cioè se il farmaco è dispensato a carico del Servizio Sanitario Nazionale e con quali criteri.
Questo punto è fondamentale perché evita il cortocircuito più comune: confondere “farmaco molto efficace” con “farmaco automaticamente accessibile senza costi”. In Italia, l’accesso passa da regole precise, non da quanto se ne parla sui social.
Per capire se Mounjaro può essere “gratis”, non basta guardare “a cosa serve”: bisogna guardare cosa dice AIFA sulla rimborsabilità.
La Nota AIFA 100 nasce per definire criteri di prescrivibilità e rimborsabilità SSN di varie classi di farmaci nel diabete tipo 2 e include anche i doppi agonisti GIP/GLP-1 come tirzepatide. Nel testo della Nota, il perimetro è esplicito:
adulti con diabete tipo 2 e controllo glicemico inadeguato, indicato come HbA1c > 7,0% (53 mmol/mol). Inoltre, per GLP-1 RA e GIP/GLP-1 RA è prevista la compilazione di una scheda di valutazione/prescrizione nell’ambito del percorso previsto.
.png)
Il passaggio chiave, per l’Italia, è l’annuncio AIFA del 24 febbraio 2025: dal 23 febbraio 2025 Mounjaro risulta rimborsato dal SSN per il trattamento del diabete tipo 2 nell’adulto, nell’ambito della Nota 100.
Tradotto senza giri di parole: se c'è obesità, ma non c’è diabete tipo 2, il farmaco non è rimborsabile dal sistema sanitario nazionale e va pagato di tasca propria.
In Italia la domanda “quanto costa Mounjaro?” ha una risposta semplice: il prezzo ufficiale al pubblico è pubblicato e varia in base alla confezione e al dosaggio. La domanda “come averlo gratis?” invece non è una scorciatoia: è una domanda di rimborsabilità SSN.
Ad oggi, il messaggio centrale è lineare: l’accesso a carico del SSN è legato al diabete tipo 2 e ai criteri della Nota AIFA 100; l’uso “solo obesità”, in assenza di criteri di rimborsabilità, ricade nella spesa privata. Se stai valutando tirzepatide, la cosa più sensata non è inseguire formule magiche, ma inquadrare bene diagnosi, obiettivi e percorso (endocrinologo, secondo organizzazione regionale), perché è lì che si decide davvero cosa è appropriato, sostenibile e accessibile.
No. In assenza di diabete tipo 2 e dei criteri previsti dalla Nota AIFA 100, l’uso resta a carico del paziente.
No. Il prezzo al pubblico è stabilito a livello nazionale; ciò che cambia è se rientri o meno nella rimborsabilità SSN.
Rientrare nei criteri SSN per il diabete tipo 2.
Jastreboff A.M. et al., 2022. New England Journal of Medicine – SURMOUNT-1
Frías J.P. et al., 2023. Lancet – SURMOUNT-2
Rosenstock J. et al., 2023. Nature Medicine – SURMOUNT-3
Meta-analisi 2024. PubMed – Tirzepatide vs altri farmaci
ADA 2025. Standards of Care, Sezione 9 – Terapie farmacologiche