Nutrizione

Nutrizione online e telemedicina in Italia: cosa è davvero consentito e quali regole rispettare

1. Nutrizione online e telemedicina: cosa è davvero consentito in Italia

“Nutrizione online” e “telemedicina” non sono sinonimi. 

In generale, per telemedicina ci si riferisce all'erogazione di servizi sanitari (visite, diagnosi, monitoraggio) a distanza tramite tecnologie digitali come videochiamate, app e dispositivi IoT. 

Affianca la medicina tradizionale migliorando l'accesso alle cure, riducendo le liste d'attesa e facilitando il monitoraggio dei pazienti cronici o a distanza.

Solitamente si attribuisce il nome di telemedicina a prestazioni mediche, ma anche altri professionisti sanitari possono svolgere prestazioni in telemedicina.

La differenza non è solo terminologica: determina quali regole organizzative, cliniche e di protezione dei dati devono essere rispettate

In Italia molte disposizioni sono nate per il Servizio Sanitario Nazionale, ma i principi di appropriatezza clinica, tracciabilità e tutela dei dati personali si riflettono anche nella libera professione. 

Quando l’attività online diventa una prestazione sanitaria

Le Linee guida nazionali sulla telemedicina del Ministero della Salute (2014) chiariscono un punto fondamentale: la telemedicina equivale all’ erogazione di prestazioni sanitarie a distanza. Non basta usare strumenti digitali o parlare di salute online come divulgazione per rientrare in questo ambito.

In pratica, fare educazione alimentare generale con contenuti non personalizzati non è telemedicina. 

Diventa prestazione sanitaria quando si entra nella valutazione individuale del caso, nel counseling personalizzato, nella redazione di un piano alimentare individuale o nel follow-up clinico. In quel momento si applicano le regole della prestazione sanitaria, anche se il canale è digitale.

La pagina istituzionale del Ministero della Salute aggiornata al 2025 definisce la telemedicina come erogazione di prestazioni sanitarie a distanza da parte di professionisti sanitari e distingue servizi come televisita, teleconsulto, teleassistenza, telemonitoraggio, teleconsulenza medico-sanitaria e telerefertazione.

La differenza tra questi servizi non è oggetto della trattazione di questo articolo e non è importante conoscerle ai fini dell’attività del biologo nutrizionista in quanto si parla perlopiù di prestazioni mediche.

Il perimetro professionale: biologo nutrizionista

Le Linee guida FNOB “Biologo in ambito nutrizionale”, approvate nel 2024 e pubblicate nel 2025, chiariscono limiti e condizioni dell’attività online per il biologo nutrizionista. 

Viene ribadito il divieto di formulare diagnosi, prescrivere o consigliare farmaci e prescrivere analisi cliniche

Inoltre, il documento indica il divieto di elaborare diete online senza una prima valutazione in presenza dello stato nutrizionale, richiamando l’esigenza di accertamento diretto e identificazione personale.

Questo aspetto è decisivo sul piano deontologico: per il biologo nutrizionista, la prima valutazione in presenza è indicata come requisito per l’elaborazione del piano personalizzato.

Fnob linee guida biologi nutrizionisti
Clicca qui per leggere le linee guida per il biologo in ambito nutrizionale
Hai ancora dubbi? Prenota una consulenza gratuita online con un nutrizionista Theia.
  • 2 visite al mese per 89,90 euro al mese *meno di 45 euro a visita
  • Medico e nutrizionista in un unico servizio
  • 5 mesi è la durata media di un percorso Theia *dato reale preso dalla nostra media interna
Prenota un incontro gratuito
Nessun impegno: ti aiutiamo a capire come raggiungere il tuo obiettivo. Con o senza di noi 🖤

Privacy e piattaforme: responsabilità e ruoli

Nel contesto della nutrizione online, i dati trattati sono spesso dati relativi alla salute, quindi rientrano nelle categorie particolari del Regolamento europeo. 

Il Garante per la protezione dei dati personali, nel Compendio del marzo 2024 dedicato alle piattaforme che mettono in contatto pazienti e professionisti sanitari, distingue chiaramente tra trattamenti amministrativi (prenotazione, pagamento, gestione account) e trattamenti per finalità di cura.

Il professionista che eroga la prestazione sanitaria opera tipicamente come titolare del trattamento per la parte clinica

Quando l’online non è sufficiente

Le linee guida nazionali sottolineano che la teleprestazione deve essere interrotta o convertita in presenza quando non è clinicamente adeguata

In ambito nutrizionale questo si traduce in situazioni molto concrete: sospetto disturbo del comportamento alimentare, fragilità clinica, comorbidità complesse, necessità di valutazioni antropometriche affidabili o integrazione stretta con il medico curante.

In questo senso ci si riferisce anche al codice deontologico, per cui se una prestazione non potrà essere svolta in modalità corrette e funzionali, sarà dovere del professionista adattarsi oppure cedere il paziente ad un collega che potrà prenderlo in gestione nel modo corretto.

In questi casi un modello ibrido, o direttamente in presenza, è spesso più appropriato. La scelta non è ideologica, ma clinica.

codice deontologico biologo
Clicca qui per leggere il codice deontologico del biologo
Siamo alla fine… ma adesso?

Forse vuoi capire meglio cosa fare nel tuo caso, da dove ripartire o perché finora alcuni percorsi non hanno funzionato come speravi.

Informarsi è importante, ma a volte non basta. In alcuni momenti serve il supporto di un professionista capace di leggere davvero la tua situazione, con le sue abitudini, le sue difficoltà e i suoi obiettivi.

Se pensi che il tuo caso meriti qualcosa di più di un consiglio generico letto online, prenota un incontro gratuito con un nutrizionista Theia.

Prenota un incontro gratuito

In pratica: come lavorare in modo allineato alle regole

Se si eroga nutrizione clinica o si redige un piano alimentare personalizzato a distanza, occorre inquadrare correttamente la prestazione come attività sanitaria. Questo implica una valutazione preliminare di appropriatezza, identificazione certa del paziente, consenso informato specifico alla modalità a distanza e informativa privacy adeguata.

È necessario produrre una relazione o nota clinica che documenti contenuti, obiettivi e indicazioni, e scegliere strumenti digitali con misure di sicurezza coerenti con il trattamento di dati sanitari.

Se si è biologo nutrizionista, occorre considerare l’indicazione ordinistica relativa alla prima valutazione in presenza prima di elaborare diete online.

In sintesi, la nutrizione online è consentita quando viene trattata come una prestazione sanitaria a tutti gli effetti, con limiti chiari, documentazione adeguata e pieno rispetto della normativa. Non è il mezzo digitale a essere problematico, ma l’eventuale mancanza di inquadramento clinico e organizzativo corretto.

Autore dell'articolo

Luca Franciosi
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi
AA_101017

Il Dott. Luca Franciosi è biologo nutrizionista, chinesiologo e personal trainer. Grazie a una formazione multidisciplinare, integra nutrizione e attività fisica nella costruzione di percorsi personalizzati, orientati al miglioramento della salute, della composizione corporea e delle abitudini quotidiane.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e l’abilitazione alla professione di biologo, dopo una prima laurea in Scienze Motorie a indirizzo biosanitario. Ha inoltre approfondito la propria preparazione con un Master di I livello in Nutrizione clinica e diverse formazioni dedicate all’allenamento e all’esercizio posturale.

All’interno di Theia si occupa di accompagnare le persone nel percorso nutrizionale, combinando rigore scientifico, ascolto e indicazioni concretamente applicabili alla vita quotidiana. La doppia competenza in nutrizione e movimento gli consente di considerare alimentazione ed esercizio come parti complementari dello stesso percorso di salute.

FAQ

Fare consulenze nutrizionali online equivale a svolgere una prestazione di telemedicina?

Si. Diventa telemedicina quando si tratta di una prestazione sanitaria personalizzata con valutazione clinica e piano individuale.

Serve sempre una prima visita in presenza?

Per il biologo nutrizionista le linee guida ordinistiche indicano la necessità di una prima valutazione in presenza prima di elaborare una dieta personalizzata.

Quali sono gli obblighi principali quando si lavora online?

Identificazione certa del paziente, consenso informato specifico, documentazione clinica, utilizzo di piattaforme sicure e gestione dei dati sanitari conforme al GDPR.

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici
4393

Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

Indice dell'articolo

Leggi anche

Avvia la chat
1
💬 Hai bisogno di info?
Ciao 👋🏼
Come possiamo aiutarti?