Sintesi per pigri
Il NEAT è tutto il movimento quotidiano che non consideriamo in modo diretto come allenamento, ma che incide in modo enorme sul dispendio calorico. È la componente più variabile del TDEE e spesso conta più dell’esercizio fisico stesso. Anche se non possiamo misurarlo direttamente, possiamo stimarlo in modo realistico trasformando i passi giornalieri in chilometri e applicando la formula di Arcelli con coefficiente 0,75. Piccoli aumenti di NEAT (qualche migliaio di passi in più, più tempo in piedi, più movimento nella quotidianità) possono fare una differenza significativa nel lungo periodo, molto più di quanto si pensi.
1. NEAT: cos’è e perché è importante
In nutrizione, è importante tenere conto di tutte quelle attività che una persona svolge durante la giornata e che le fanno consumare energia (kcal), in che modo viene identificato questo dato? e come si calcola?
Il NEAT (Non-Exercise Activity Thermogenesis) è l’energia che consumi con tutte le attività non riconducibili all’esercizio fisico strutturato: stare in piedi, camminare per casa, fare le scale, gesticolare, riordinare.
È estremamente variabile da persona a persona e può cambiare molto in base all’ambiente e alle abitudini. In letteratura è descritto come uno dei tasselli chiave del dispendio energetico giornaliero e del controllo del peso, insieme a metabolismo basale (MB), attività fisica strutturata (EAT) e termogenesi da dieta (TEF).
Le linee guida OMS 2020 enfatizzano l’importanza di ridurre la sedentarietà e aumentare il movimento quotidiano, cornice entro cui il NEAT gioca un ruolo centrale. Aumentare il NEAT, anche di poco, rientra proprio nelle strategie utili per ottimizzare un percorso di ricomposizione corporea e dimagrimento.

2. Come stimarlo nella pratica
Misurare direttamente il NEAT è estremamente complesso.
Probabilmente è impossibile determinare un consumo energetico così vario e momento-dipendente. Per questo motivo, nella pratica clinica si utilizzano delle approssimazioni e stime tramite delle formule predittive.
Per le attività di vita comune nel loro complesso, una formula affidabile è la formula di Arcelli modificata:
kcal ≈ 0,75 × peso (kg) × chilometri “equivalenti” percorsi nella giornata.
Arcelli solitamente viene usato per stimare i consumi di camminata (0.5) e corsa (0.9).
Utilizzando un coefficiente intermedio di 0.75 si allarga un po’ la stima oltre la sola camminata, includendo movimenti non tracciati ma energeticamente rilevanti.
Ovviamente il dato principale che utilizzeremo per stimare il NEAT sono i passi giornalieri, trasformati in km.

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3. Calcolatore online NEAT
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4. Conclusioni
Il NEAT è la quota di energia che racconta quanto davvero ti muovi fuori dall’allenamento. Questo ha un impatto enorme sui consumi energetici giornalieri, molto più di quanto non si pensi. In media l’impatto che l’allenamento ha sul consumo giornaliero è minore del NEAT.
Per questo, aumentare il NEAT è già di per sé un’ottima strategia.
Per stimarlo in modo pratico, usa la formula di Arcelli con coefficiente 0,75 per la vita quotidiana (NEAT).

Autore dell'articolo
Il Dott. Luca Franciosi è biologo nutrizionista, chinesiologo e personal trainer. Grazie a una formazione multidisciplinare, integra nutrizione e attività fisica nella costruzione di percorsi personalizzati, orientati al miglioramento della salute, della composizione corporea e delle abitudini quotidiane.
Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e l’abilitazione alla professione di biologo, dopo una prima laurea in Scienze Motorie a indirizzo biosanitario. Ha inoltre approfondito la propria preparazione con un Master di I livello in Nutrizione clinica e diverse formazioni dedicate all’allenamento e all’esercizio posturale.
All’interno di Theia si occupa di accompagnare le persone nel percorso nutrizionale, combinando rigore scientifico, ascolto e indicazioni concretamente applicabili alla vita quotidiana. La doppia competenza in nutrizione e movimento gli consente di considerare alimentazione ed esercizio come parti complementari dello stesso percorso di salute.
FAQ
Sì. Due persone identiche per peso e dieta possono differire di centinaia di kcal al giorno solo per abitudini quotidiane: c’è chi si muove continuamente e chi resta seduto per ore. È per questo che il NEAT è considerato uno dei principali determinanti del bilancio energetico.
Sono la base più pratica e affidabile. Non catturano tutto (come gesticolare o stare in piedi), ma con la formula di Arcelli con coefficiente 0.75 si ottiene un valore più realistico che ingloba anche attività non tracciate dai contapassi.
Può aiutare moltissimo. Non sostituisce i benefici dell’esercizio strutturato, ma aumentare il NEAT in modo costante è una delle strategie più efficaci e sostenibili per creare un dispendio calorico significativo nel lungo periodo.
Fonti
World Health Organization 2020 guidelines on physical activity and sedentary behaviour
Non-exercise activity thermogenesis (NEAT)
Development of a Cadence-based Metabolic Equation for Walking
Punti chiave da portare a casa 🏋️
Il NEAT è il movimento quotidiano non riconducibile direttamente all’allenamento: passi, scale, lavori domestici, spostamenti.
È la parte più variabile del dispendio energetico giornaliero.
Le linee guida OMS 2020 enfatizzano la riduzione della sedentarietà proprio per aumentarne l’impatto.
Per stimarlo si usa la formula di Arcelli modificata: kcal ≈ 0,75 × peso × km equivalenti.
Aumentare il NEAT è una delle strategie più efficaci (e sostenibili) per migliorare salute e composizione corporea.

Revisore dell'articolo
Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.
Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.
È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.



