Nutrizione

Uova e colesterolo: quante se ne possono mangiare davvero?

1. Non è l'uovo, è la dieta: perché il contesto alimentare decide il rischio

Le uova sono nutrienti, sazianti e pratiche, ma contengono colesterolo alimentare. La domanda chiave quindi non è solo  “quante uova posso mangiare”, bensì quanto conti nel contesto della dieta complessiva. Spesso le uova vengono consumate insieme a cibi ricchi di grassi saturi (salumi, burro, formaggi): in questi casi è il contesto a pesare di più dell’uovo in sé sul profilo lipidico.

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2. Addio ai limiti numerici: la svolta delle Linee Guida Internazionali

La American Heart Association (Science Advisory 2020) non fornisce un “numero” rigido, ma indica un principio pratico: mantenere un’alimentazione cardioprotettiva (pochi grassi saturi, più fibre e alimenti vegetali). In questo quadro, per molte persone un uovo intero al giorno può essere compatibile, mentre nei profili a rischio serve maggiore cautela e conta molto con cosa viene abbinato.

Le linee guida europee della European Society of Cardiology (prevenzione cardiovascolare 2021) non fissano limiti settimanali per le uova. L’accento è su riduzione dei grassi saturi, aumento delle fibre e qualità complessiva della dieta (modello mediterraneo). Di fatto, la domanda diventa: che dieta sto seguendo nel suo insieme?

3. Revisioni sistematiche: perché l'impatto clinico reale è spesso modesto

Qui l’evidenza è articolata perché molti dati provengono da studi osservazionali, dove abitudini e contesto alimentare contano molto.

a) Rischio cardiovascolare (popolazione generale).
Un’analisi ampia pubblicata su BMJ (2020), che integra coorti e meta-analisi, ha osservato che consumare almeno 1 uovo al giorno non era associato a un aumento di eventi cardiovascolari dopo gli aggiustamenti per stile di vita e dieta. Il messaggio resta prudente: l’associazione dipende dal pattern alimentare e dai confondenti.

Altre meta-analisi dose–response (BMC Public Health 2020–2021) tendono a risultati neutri o poco chiari per quantità moderate, con eterogeneità tra aree geografiche e qualità della dieta di base.

b) Lipidi nel sangue (trial randomizzati).
Una meta-analisi di RCT (2020) mostra che aumentare il consumo di uova può determinare un piccolo incremento medio dell’LDL (pochi mg/dL), con grande variabilità individuale tra “responder” e “non responder” e dipendenza dal resto della dieta. È un effetto modesto, ma rilevante se si parte già con LDL alto o con target molto stringenti.

c) Mortalità (outcome duri).
Una revisione su Journal of the American Heart Association (2022) suggerisce che eventuali segnali di rischio emergono soprattutto a consumi più elevati; sotto circa 0,5 uova/die (3–4 a settimana) l’evidenza di rischio aumentato appare scarsa. Un lavoro su Circulation (2022) ha riportato associazioni positive tra colesterolo alimentare/uova e mortalità: è uno dei motivi per cui il tema resta controverso, soprattutto quando le uova sono spia di pattern alimentari meno favorevoli.

4. Target clinici e popolazioni speciali: la necessità di un approccio personalizzato"

Se per la popolazione generale fino ad un uovo al giorno è considerato sicuro in alcuni contesi bisogna usare maggior prudenza : 

a) LDL elevato o ipercolesterolemia familiare. Non perché “le uova siano vietate”, ma perché anche piccoli aumenti di LDL possono contare. In questi casi è sensato non farne un’abitudine quotidiana e ragionare sugli obiettivi lipidici complessivi.

b) Diabete o rischio cardiovascolare alto. Le evidenze sono più variabili; qui è ragionevole un approccio prudente e una cura particolare del contesto (fibre alte, grassi saturi bassi, qualità generale della dieta).

5. In pratica

Un approccio semplice e coerente con le evidenze potrebbe essere questo:

a) Se sei in buona salute e con colesterolo nella norma: fino a circa 7 uova a settimana possono stare in una dieta cardioprotettiva, soprattutto se inserite in un modello mediterraneo e non abbinate a salumi, burro o formaggi.

b) Se hai LDL alto o rischio elevato: meglio evitare l’uovo quotidiano. Alterna con legumi, pesce, latticini magri e, quando utile, usa più spesso albumi rispetto ai tuorli. L’approccio più onesto è pratico: mantieni una dieta stabile e ricontrolla i lipidi.

c) Ricorda il contesto: ridurre i grassi saturi e aumentare le fibre spesso pesa più del conteggio delle uova.

In sintesi, il consumo di uova non va demonizzato ma calibrato: la priorità resta la qualità globale della dieta. Per chi presenta un profilo di rischio, la strategia vincente è la moderazione, assicurando un apporto elevato di fibre e una drastica riduzione dei grassi saturi.

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Valerio Gamucci, nutrizionista

Autore - Valerio Gamucci

Biologo nutrizionista Theia, esperto in integrazione e nutrizione sportiva.

FAQ

1. Le uova fanno aumentare il colesterolo nel sangue?

Negli studi randomizzati, l’aumento medio dell’LDL è piccolo e variabile. In molti soggetti è minimo, in altri più evidente. L’effetto dipende molto dal resto della dieta.

2. Posso mangiare uova se ho il colesterolo alto?

Sì, ma con prudenza. In genere è meglio evitare l’uovo quotidiano, curare molto il contesto (pochi grassi saturi, molte fibre) e valutare la risposta individuale sui lipidi.

3. Meglio tuorlo o albume?

Il colesterolo è nel tuorlo. Usare più spesso albumi può aiutare a mantenere l’apporto proteico riducendo l’impatto sull’LDL, soprattutto nei profili a rischio.

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