Mounjaro o nutrizionista
Endocrinologia

Mounjaro o nutrizionista: cosa scegliere?

Se stai valutando Mounjaro o un percorso con il nutrizionista, la prima cosa da chiarire è che non si tratta di due alternative equivalenti. Mounjaro è un farmaco soggetto a prescrizione medica; il percorso nutrizionale interviene invece su alimentazione, adeguatezza nutrizionale e comportamento.

La scelta dipende quindi dai criteri clinici, dalle preferenze personali e dalla risposta ottenuta con gli interventi già intrapresi. Quando la tirzepatide è indicata, il modello studiato non è quello del farmaco isolato, ma quello dell’associazione con dieta, attività fisica e counseling.

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1. Mounjaro o nutrizionista: è davvero necessario scegliere?

No: Mounjaro e nutrizionista svolgono funzioni diverse e possono essere complementari. La tirzepatide agisce farmacologicamente sulla regolazione della fame e della sazietà, mentre il professionista della nutrizione costruisce e monitora l’intervento alimentare.

Il farmaco può rendere più gestibile la quantità di cibo assunta, ma non stabilisce automaticamente:

a. come distribuire gli alimenti;

b. come mantenere un’alimentazione nutrizionalmente adeguata;

c. come adattare i pasti alla tollerabilità gastrointestinale;

d. come monitorare la composizione del peso perso.

Allo stesso tempo, sarebbe scorretto sostenere che il supporto nutrizionale possa riprodurre l’effetto farmacologico della tirzepatide. Farmaco e intervento nutrizionale non sono intercambiabili, anche se entrambi possono contribuire alla gestione del peso.

2. Quando può essere ragionevole iniziare dal nutrizionista?

Il percorso nutrizionale è un primo intervento ragionevole quando non sono presenti i criteri per la terapia farmacologica o quando la persona preferisce iniziare senza farmaci. Le linee guida NICE indicano di avviare e valutare gli interventi alimentari, motori e comportamentali prima di considerare un farmaco per il peso.

Questo vale in particolare quando:

a. il BMI è inferiore alle soglie autorizzate;

b. non sono presenti comorbilità correlate al peso;

c. non è stata ancora sperimentata una strategia nutrizionale strutturata;

d. la persona non desidera intraprendere una terapia farmacologica.

Anche la domanda relativa alla necessità di perdere soltanto 5 o 10 chili può essere fuorviante. L’indicazione di Mounjaro non dipende dal numero assoluto di chili desiderati, ma dal BMI e dall’eventuale presenza di condizioni associate al peso.

La meta-analisi di 62 studi randomizzati sugli interventi gestiti da dietisti ha rilevato, rispetto alle cure usuali o a nessun intervento, una differenza media di peso del −4,01%, con una certezza dell’evidenza giudicata elevata. È un risultato medio: non permette di prevedere la risposta della singola persona.

3. Quando si può valutare Mounjaro?

Mounjaro può essere valutato per il peso negli adulti con obesità oppure con sovrappeso associato ad almeno una comorbilità. Secondo la scheda tecnica europea, le soglie sono:

a. BMI ≥30 kg/m²;

b. BMI ≥27 e <30 kg/m², con almeno una comorbilità correlata al peso.

Rientrare in queste soglie non comporta automaticamente la prescrizione. Significa che esistono i requisiti generali per richiedere una valutazione medica, durante la quale considerare indicazione, controindicazioni, rischi e obiettivi realistici.

Mounjaro richiede una prescrizione medica. Un biologo nutrizionista o un dietista non può prescrivere il farmaco né sostituire la valutazione del medico. In Italia, quando utilizzata per l’obesità, la tirzepatide è in classe C e rimane a carico del cittadino; la rimborsabilità attraverso il Servizio sanitario riguarda il diabete di tipo 2 secondo i criteri della Nota 100.

4. Mounjaro fa perdere più peso di un percorso nutrizionale?

In media la tirzepatide ha prodotto perdite di peso maggiori, ma non esiste uno studio diretto Mounjaro contro nutrizionista. Mettere fianco a fianco i risultati disponibili può essere utile, purché non li si presenti come un confronto sperimentale.

Mounjaro o nutrizionista? Theia

I partecipanti a SURMOUNT-1 erano 2.539 adulti senza diabete. I numeri mostrano un effetto farmacologico importante, ma non dimostrano che Mounjaro sostituisca il percorso nutrizionale, perché anche i gruppi trattati ricevevano supporto sullo stile di vita.

SURMOUNT-3 ha studiato invece l’aggiunta della tirzepatide dopo 12 settimane di intervento intensivo. La riduzione media iniziale era del 6,9%; nelle successive 72 settimane si osservava un ulteriore −18,4% con tirzepatide contro +2,5% con placebo. Lo studio, però, ha randomizzato soltanto chi aveva già perso almeno il 5%, selezionando persone particolarmente responsive.

Per approfondire i risultati dei trial puoi leggere Mounjaro e dimagrimento: come funziona e quanto peso fa perdere.

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5. Se uso Mounjaro devo comunque seguire una dieta?

Sì, la tirzepatide per il controllo del peso è indicata in aggiunta a una dieta ipocalorica e all’attività fisica. Tutti i principali studi registrativi hanno previsto almeno counseling alimentare e motorio: non conosciamo quindi con la stessa precisione l’efficacia di Mounjaro utilizzato senza alcun intervento sullo stile di vita.

Le linee guida raccomandano inoltre di associare alla prescrizione informazione, counseling e supporto comportamentale. L’OMS considera ragionevole affiancare una terapia comportamentale intensiva ai farmaci GLP-1/GIP, ma precisa che l’evidenza di un beneficio aggiuntivo è di bassa certezza.

Non è quindi corretto promettere che il nutrizionista aumenterà il dimagrimento di una determinata percentuale. Il supporto nutrizionale serve soprattutto a costruire un’alimentazione adeguata, gestibile e compatibile con la terapia, non a trasformare il farmaco in un risultato garantito.

6. Quali effetti devono essere monitorati?

Gli effetti gastrointestinali sono frequenti e una parte del peso perso è costituita da massa magra. Nei trial sul peso condotti in persone senza diabete, la nausea interessava il 24,6–33,3% dei partecipanti trattati con tirzepatide, contro il 9,5% con placebo. La diarrea riguardava il 18,7–23,0%, contro il 7,3%.

La scheda tecnica raccomanda inoltre cautela in presenza di precedente pancreatite, grave malattia gastrointestinale o rischio di disidratazione. Mounjaro non è raccomandato durante la gravidanza.

Nel sottostudio DXA di SURMOUNT-1, a 72 settimane il peso era diminuito del 21,3%, la massa grassa del 33,9% e la massa magra del 10,9%. Circa il 75% del peso perso era massa grassa e il 25% massa magra.

Massa magra non significa esclusivamente muscolo e il sottostudio comprendeva soltanto 160 persone. Il risultato giustifica comunque attenzione all’adeguatezza nutrizionale, alle proteine, all’attività di forza e al monitoraggio, senza affermare che queste strategie possano annullare completamente la perdita di massa magra.

Sul tema trovi un approfondimento in Mounjaro e proteine: come proteggere la massa muscolare.

7. Cosa succede quando si interrompe Mounjaro?

Dopo la sospensione della tirzepatide il recupero di peso è frequente, anche quando prosegue il counseling sullo stile di vita. Per questo Mounjaro non dovrebbe essere considerato automaticamente come un trattamento di pochi mesi.

In SURMOUNT-4, dopo una perdita iniziale del 20,9%, le persone passate al placebo recuperavano il 14,0% nelle successive 52 settimane. Chi continuava il farmaco perdeva un ulteriore 5,5%. Manteneva almeno l’80% del peso perso l’89,5% di chi proseguiva contro il 16,6% di chi interrompeva.

SURMOUNT-MAINTAIN ha confrontato la prosecuzione della dose piena, la riduzione a 5 mg e il passaggio al placebo. A 112 settimane risultava conservato rispettivamente il 96,5%, 67,9% e 42,8% del peso inizialmente perso. Il 67% del gruppo placebo ha però ricevuto nuovamente tirzepatide per un recupero pari ad almeno il 50%: il dato potrebbe quindi sottostimare il recupero senza farmaco.

Questo non significa che Mounjaro debba necessariamente essere assunto per sempre. Significa che durata, dose ed eventuale sospensione devono essere pianificate con il medico, sapendo che il supporto nutrizionale non garantisce da solo il mantenimento.

Puoi approfondire in Farmaci anti-obesità: cosa succede quando li sospendi.

8. Come scegliere concretamente tra le diverse opzioni?

La scelta più coerente dipende dallo scenario clinico, non dalla presunta superiorità assoluta di un professionista o di un farmaco.

In sintesi, fuori dai criteri farmacologici si parte dal percorso nutrizionale. Quando i criteri sono presenti, si può richiedere una valutazione medica. Se la tirzepatide risulta appropriata, la soluzione più vicina a quella studiata è Mounjaro insieme a supporto nutrizionale e attività fisica, non Mounjaro al posto del nutrizionista.

Siamo alla fine… ma adesso?

Forse vuoi capire meglio cosa fare nel tuo caso, da dove ripartire o perché finora alcuni percorsi non hanno funzionato come speravi.

Informarsi è importante, ma a volte non basta. In alcuni momenti serve il supporto di un professionista capace di leggere davvero la tua situazione, con le sue abitudini, le sue difficoltà e i suoi obiettivi.

Il tuo caso merita qualcosa di più di un consiglio generico letto online: prenota una visita endocrinologica con un medico Theia.

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Autore dell'articolo

Luca Franciosi
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi del Lazio e dell'Abruzzo
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Il Dott. Luca Franciosi è biologo nutrizionista, chinesiologo e personal trainer. Grazie a una formazione multidisciplinare, integra nutrizione e attività fisica nella costruzione di percorsi personalizzati, orientati al miglioramento della salute, della composizione corporea e delle abitudini quotidiane.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e l’abilitazione alla professione di biologo, dopo una prima laurea in Scienze Motorie a indirizzo biosanitario. Ha inoltre approfondito la propria preparazione con un Master di I livello in Nutrizione clinica e diverse formazioni dedicate all’allenamento e all’esercizio posturale.

All’interno di Theia si occupa di accompagnare le persone nel percorso nutrizionale, combinando rigore scientifico, ascolto e indicazioni concretamente applicabili alla vita quotidiana. La doppia competenza in nutrizione e movimento gli consente di considerare alimentazione ed esercizio come parti complementari dello stesso percorso di salute.

FAQ

È meglio provare prima con un nutrizionista o iniziare subito Mounjaro?

Se non rientri nei criteri del farmaco o preferisci iniziare senza terapia, il percorso nutrizionale è il primo passo ragionevole. In presenza di obesità o sovrappeso con comorbilità, puoi richiedere anche una valutazione medica.

Posso prendere Mounjaro anche se non sono diabetico?

Sì. Mounjaro è autorizzato anche per gli adulti con BMI ≥30 kg/m² oppure con BMI ≥27 e <30 kg/m² e almeno una comorbilità correlata al peso. L’idoneità deve essere stabilita dal medico.

Se uso Mounjaro devo comunque seguire una dieta?

Sì. Mounjaro per il peso è indicato insieme a dieta ipocalorica e attività fisica. Anche gli studi che ne hanno misurato l’efficacia prevedevano counseling sullo stile di vita, quindi non descrivono il farmaco usato completamente da solo.

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici di Trapani
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Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

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