Allenamento

Military press: come eseguirla perfettamente

1. Anatomia e movimento (spiegato facile)

La Military Press, nota anche come Overhead Press in piedi con bilanciere, è un grande classico per costruire forza e massa nei muscoli delle spalle, con forte coinvolgimento del core e della catena cinetica posteriore, soprattutto come stabilizzatori.

I principali muscoli coinvolti sono appunto il deltoide anteriore e mediale, trapezio superiore e romboidi, coinvolti nei movimenti scapolari; il tricipite brachiale, coinvolto nell’estensione del gomito; cuffia dei rotatori, core, glutei e paravertebrali, tutti come stabilizzatori.

Il movimento consiste in una spinta verticale del bilanciere sopra la testa, partendo dalla parte superiore del petto o dal mento, fino all’estensione completa delle braccia.

Rispetto alla variante seduta, la Military Press in piedi introduce una complessità aggiuntiva: l’instabilità. Il corpo, libero di muoversi nello spazio, deve attivarsi in profondità per contrastare la torsione e mantenere l’equilibrio posturale. Questo fa della Military Press non solo un esercizio per le spalle, ma una vera prova di forza globale.

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2. Cose da fare (esecuzione corretta) - Step by step

a. Posiziona i piedi alla larghezza delle anche, ben piantati al suolo. Punta leggermente le punte verso l’esterno per maggiore stabilità.

b. Contrai glutei e addome: pensa a “bloccare” il bacino per evitare di inarcare la zona lombare durante la spinta.

c. Afferra il bilanciere con una presa appena più larga delle spalle. I polsi devono essere dritti e sotto al bilanciere, evita estensioni eccessive del polso.

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d. Dopo aver posizionato le mani e i polsi, il consiglio per “staccare” in sicurezza il bilanciere è di posizionarsi al di sotto di questo piegando le gambe.

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e. Con le gambe piegate, Sistema i gomiti leggermente in avanti, non eccessivamente aperti  a 90°: questo favorisce una traiettoria più verticale, fisiologica e sicura.

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f. A questo punto puoi staccare il bilanciere allungando le gambe e iniziare la spinta portando il bilanciere vicino al mento e poi sopra la testa, tracciando una traiettoria dritta il più possibile vicino al corpo. Lo scopo sarà di immaginare di sollevare una scatola e portarla sopra la propria testa.

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g. Durante la salita, fai passare la testa “sotto il bilanciere” una volta superata la fronte, così da allinearlo direttamente sopra le spalle e il bacino.

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h. Blocca in alto, con le braccia distese ma non iperestese, e spalle leggermente alzate (shrug attivo) per stabilizzare il carico.

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i. Scendi lentamente, seguendo la stessa traiettoria, fino a tornare alla posizione iniziale all’altezza del petto.

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3. Cose da non fare - errori comuni

Non iperestendere la schiena per facilitare la salita: è un errore comune e potenzialmente pericoloso per la zona lombare. Il consiglio è di mantenere la schiena quanto più fisiologica possibile (leggera lordosi) e non accentuare volontariamente l’estensione lombare.

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Non usare le gambe per dare slancio, a meno che tu non stia facendo una push press (una variante specifica). Meglio provare senza riuscire, piuttosto che salire sfruttando slanci o altri compensi. Standardizzare la tecnica è fondamentale per inserire con coerenza progressioni utili e monitorabili. Se sfruttiamo slanci o compensi questa premessa viene a mancare.


Non allargare troppo i gomiti, soprattutto nella partenza: può creare stress alla cuffia dei rotatori. I gomiti nella fase di discesa devono spostarsi in avanti, con l’andamento fisiologico scapolare di circa 30° rispetto al piano laterale. L’uso del bilanciere ci aiuta in questo in modo più fisiologico rispetto all’uso dei manubri.

❌ Non spingere il bilanciere troppo avanti nel finale del movimento: il carico deve essere in linea con la base d’appoggio.

4. Pro tips e biomeccanica

Eseguire una Military Press in piedi richiede molto più che spalle forti. Il vero cuore del movimento sta nel controllo del tronco e nella capacità di trasmettere forza attraverso una catena cinetica ben allineata. I glutei devono essere attivi, il core stabile come cemento, e la traiettoria del bilanciere il più verticale possibile. Rispetto ad una variante seduta, probabilmente siamo svantaggiati se ricerchiamo pura ipertrofia per via di tutte queste componenti di instabilità che limitano la capacità di carico.

Il bilanciere va spinto vicino al viso, con un piccolo scarto in avanti solo per evitarne l’impatto: appena superata la testa, bisogna “rientrare” con il capo sotto il bilanciere per ritrovare l’allineamento perfetto sopra il baricentro.

Il consiglio è di ricercare il massimo allungamento, scendendo sempre con il bilanciere fino a sopra il petto. Esecuzioni a ROM minore sono poco utili per lo sviluppo del deltoide e stimolano perlopiù i trapezi e i romboidi.

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5. Meglio bilanciere o manubri?

Quando si confrontano bilanciere e manubri, emergono alcune differenze biomeccaniche interessanti: il bilanciere permette di gestire più carico e offre maggiore stabilità grazie al collegamento tra le due braccia, ma impone un range di movimento più rigido. I manubri, invece, consentono una traiettoria più naturale, soprattutto in soggetti con poca mobilità scapolare o lievi asimmetrie, ma richiedono più controllo e riducono il carico gestibile.

Se il tuo obiettivo è la forza pura e l'ipertrofia, il bilanciere è lo strumento ideale poiché consente di esprimere maggior forza rispetto ai manubri e soprattutto tramite maggiore stabilità e sicurezza. Ma se vuoi lavorare sul controllo neuromuscolare, sulla simmetria o sulla salute articolare, i manubri ti daranno soddisfazioni maggiori.

Il consiglio è di inserirli entrambi, a seconda dell’obiettivo e delle intensità previste in quel particolare mesociclo. Per quanto sia importante esprimere maggior intensità, anche le capacità propriocettive e motorie sono fondamentali da sviluppare.

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Autore dell'articolo

Luca Franciosi
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi
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Il Dott. Luca Franciosi è biologo nutrizionista, chinesiologo e personal trainer. Grazie a una formazione multidisciplinare, integra nutrizione e attività fisica nella costruzione di percorsi personalizzati, orientati al miglioramento della salute, della composizione corporea e delle abitudini quotidiane.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e l’abilitazione alla professione di biologo, dopo una prima laurea in Scienze Motorie a indirizzo biosanitario. Ha inoltre approfondito la propria preparazione con un Master di I livello in Nutrizione clinica e diverse formazioni dedicate all’allenamento e all’esercizio posturale.

All’interno di Theia si occupa di accompagnare le persone nel percorso nutrizionale, combinando rigore scientifico, ascolto e indicazioni concretamente applicabili alla vita quotidiana. La doppia competenza in nutrizione e movimento gli consente di considerare alimentazione ed esercizio come parti complementari dello stesso percorso di salute.

FAQ

La Military Press è migliore in piedi o seduto?

La variante in piedi coinvolge più gruppi muscolari e richiede maggiore stabilizzazione, rendendola più completa. La versione seduta permette di caricare di più, ma riduce lo stimolo propriocettivo.

È normale sentire lavorare il core durante la Military Press?

Sì, è del tutto normale. Il core si attiva per mantenere l’equilibrio e stabilizzare il tronco durante la spinta verticale.

Meglio usare il bilanciere o i manubri per allenare le spalle?

Dipende dall’obiettivo. Il bilanciere è ideale per sviluppare forza e intensità, mentre i manubri migliorano il controllo, la mobilità e la simmetria. Alternarli nei vari mesocicli è spesso la scelta più efficace.

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici di Trapani
4393

Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

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