Nutrizione

Fermenti lattici: quando servono davvero (e quando no) secondo la scienza

1. “Fermenti lattici” (probiotici): quando servono davvero e quando no

I “fermenti lattici” sono ovunque: spot pubblicitari, scaffali dei supermercati, consigli della nonna. Vengono proposti come rimedio per l’intestino, le difese immunitarie, la pelle, l’umore, il colesterolo e persino per dimagrire. Ma dietro la parola magica “probiotici” si nasconde un mondo molto più complesso  e selettivo  di quanto si pensi.

La verità? Non tutti i probiotici funzionano. E quando lo fanno, è solo in condizioni specifiche, con ceppi precisi e a dosaggi ben definiti.

In questo articolo vediamo cosa dice la scienza, dove i probiotici sono utili davvero, e quando l’effetto è più marketing che medicina

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2. Dove funzionano davvero: le tre indicazioni con prove solide

a)  Diarrea da antibiotici (adulti e bambini)

Quando si prende un antibiotico, si altera l’equilibrio della flora intestinale. In alcuni casi (10–30 %, soprattutto nei bambini) questo porta a diarrea associata ad antibiotici. Qui l’uso di probiotici ha senso, e funziona bene.

Una revisione Cochrane su migliaia di pazienti ha dimostrato che ceppi come Lactobacillus rhamnosus GG e Saccharomyces boulardii, assunti in dosi ≥ 10⁹ CFU/die, dimezzano il rischio di diarrea.

b) Sindrome dell’intestino irritabile (IBS)

Chi soffre di IBS conosce bene i sintomi: gonfiore, dolori addominali, alterazioni dell’alvo. I probiotici possono migliorare del 30–40 % i sintomi globali e la qualità di vita, secondo le meta-analisi più recenti. Funzionano meglio i mix multi-ceppo ad alto dosaggio (≥ 10¹⁰ CFU), assunti per almeno 4–8 settimane.

Non sono una cura, ma un supporto sintomatico che può fare la differenza nel contesto di una gestione dietetica e comportamentale adeguata.

c) Prevenzione delle infezioni respiratorie nei bambini

In età pediatrica, l’assunzione regolare di alcuni probiotici (soprattutto L. rhamnosus GG) può ridurre del 30 % circa gli episodi annuali di raffreddori, febbre e assenze scolastiche. L’effetto è meno marcato negli adulti, ma resta interessante per i bambini in età da asilo o scuola materna, specialmente nella stagione fredda.

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3. Dove non funzionano (o non c’è abbastanza evidenza)

Colesterolo, peso, “detox”

Alcuni studi suggeriscono effetti modesti sul colesterolo LDL o sul peso corporeo, ma i risultati sono incoerenti e clinicamente poco rilevanti. Nessuna società scientifica ne raccomanda l’uso a questo scopo.

Dermatite atopica, ansia, immunità nel soggetto sano

Nonostante le mode, non ci sono prove affidabili che i probiotici migliorino la pelle, l’umore o “rinforzino le difese” negli adulti sani. Qui siamo nel territorio del marketing travestito da scienza.

4.Perché “non tutti i probiotici sono uguali”

Uno degli errori più comuni è pensare che tutti i “fermenti lattici” siano efficaci. In realtà, i benefici sono ceppo-specifici: cambiare ceppo è come cambiare farmaco. Non basta leggere “lattobacilli” in etichetta.

Ad esempio, Lactobacillus rhamnosus GG (ATCC 53103) è un ceppo validato per diarrea e IBS; Saccharomyces boulardii CNCM I-745 è efficace in profilassi antibiotica. Altri ceppi simili, ma non identici, potrebbero non avere lo stesso effetto.

Anche il dosaggio è cruciale: servono almeno 10⁹–10¹⁰ CFU al giorno, per almeno 4–8 settimane. Al di sotto di queste soglie, l’efficacia è altamente improbabile.

5. Come usarli nelle situazioni che lo richiedono

Diarrea da antibiotici

1) Inizia dalla prima dose di antibiotico.

2) Usa S. boulardii 250–500 mg 2 volte al giorno oppure un mix di lattobacilli/bifidi ≥ 20 miliardi CFU/die.

3) Continua per tutta la durata dell’antibiotico + 7 giorni.

IBS

1) Scegli formulazioni multi-ceppo ad alto dosaggio (≥ 10¹⁰ CFU).

2) Prendili per almeno 4–8 settimane, poi valuta se continuare.

Prevenzione nei bambini

1) Utili in età da nido o materna, soprattutto in inverno.

2) L. rhamnosus GG 10–20 miliardi CFU/die per 3–6 mesi.

6. Sono sicuri?

Sì, ma non sempre. In soggetti sani, i probiotici sono generalmente ben tollerati. Ma ci sono eccezioni importanti:

a) In immunodepressi, pazienti critici o neonati prematuri, sono stati segnalati casi di fungemia e batteriemia (infezioni sistemiche causate dal probiotico stesso).

b) Alcuni probiotici perdono vitalità se esposti a calore o assunti con cibi/acque troppo calde (> 54 °C).

c) Il controllo qualità è variabile: fino al 40 % dei prodotti in commercio non rispetta quanto scritto in etichetta. Meglio scegliere marchi certificati e affidabili.

Siamo alla fine… ma adesso?

Forse convivi da tempo con gonfiore, dolore o un intestino che non funziona come dovrebbe e dopo troppi esami ancora non hai risolto nulla.

Informarsi è importante, ma a volte non basta. Quando i sintomi restano nonostante gli esami negativi, serve un medico che li prenda sul serio e costruisca con te un percorso vero, non l'ennesima lista di cibi da evitare.

Il tuo caso merita qualcosa di più di un consiglio generico letto online: prenota una visita gastroenterologica con un medico Theia.

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7. Conclusioni

I probiotici non sono una panacea, ma possono essere molto utili in alcuni casi specifici, se usati con criterio.

Funzionano quando:

a) Si sceglie il ceppo giusto,

b) Alla dose giusta,

c) Per la durata corretta,

d) In una condizione clinica con prove solide.

Non funzionano (e possono essere rischiosi):

e) Se usati a caso “per migliorare la flora” senza un motivo preciso,

f) Se somministrati a soggetti fragili senza supervisione,

g) Se si acquistano prodotti scadenti o con etichette vaghe.

Autore dell'articolo

Valerio Gamucci
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi
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Il Dott. Valerio Gamucci è biologo nutrizionista, personal trainer e fisioterapista. Ha approfondito sia la dietologia e la nutrizione sia la fisioterapia sportiva e la rieducazione posturale, sviluppando una competenza trasversale che integra alimentazione, movimento e recupero funzionale.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana all'Università San Raffaele e la Laurea in Fisioterapia alla Sapienza Università di Roma. Ha completato un Master di II livello in Dietologia e Nutrizione al Consorzio Universitario Humanitas, un Master in Fisioterapia sportiva e la formazione posturale secondo i metodi McKenzie e Mézières.

Si occupa in particolare di nutrizione sportiva, integrazione e ricomposizione corporea. La conoscenza diretta delle richieste fisiche dell'allenamento e dei processi riabilitativi gli consente di contestualizzare il percorso nutrizionale rispetto al tipo di sport praticato, alla fase di preparazione e alle condizioni fisiche della persona.

La tripla formazione diventa particolarmente utile quando il paziente sta affrontando un recupero dopo un intervento, convive con dolore persistente o presenta problematiche muscoloscheletriche e posturali. In questi casi il lavoro nutrizionale viene adattato alla fase clinica e coordinato con il percorso motorio, senza sovrapporre ruoli differenti.

Nel rapporto con il paziente combina empatia e pragmatismo: traduce le informazioni scientifiche in spiegazioni chiare, evitando tecnicismi non necessari. Considera l'educazione nutrizionale una parte essenziale del percorso, perché permette alla persona di comprendere le scelte proposte e diventare progressivamente più autonoma.

FAQ

1. Posso usare qualsiasi probiotico per riequilibrare l’intestino?

No. I benefici sono ceppo-specifici: solo alcuni probiotici hanno effetti dimostrati. Cambiare ceppo è come "cambiare farmaco".

2. I probiotici aiutano a dimagrire o abbassare il colesterolo?

Non in modo clinicamente rilevante. Le evidenze sono deboli e non giustificano l’uso a questi scopi.

3.I probiotici sono sempre sicuri?

In soggetti sani sì, ma in immunodepressi o neonati prematuri possono causare infezioni. Vanno evitati o usati sotto controllo medico.

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici
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Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

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