Allenamento

Panca piana con manubri: come eseguirla perfettamente

1. Anatomia e movimento (spiegato facile)

La panca piana con manubri allena principalmente il petto (grande pettorale), ma coinvolge anche tricipiti e deltoidi anteriori.

Esistono diversi vantaggi rispetto alla classica panca con bilanciere, questi stanno proprio nell'utilizzo dei manubri.
Grazie alla loro libertà  puoi puntare a scendere più in basso rispetto al bilanciere, ottenendo uno stretch maggiore (allungamento) sul muscolo.

Recenti studi affermano che un ROM completo, associato ad un maggior allungamento muscolare, sia associata ad un beneficio in termini di ipertrofia muscolare.
Il movimento è una spinta orizzontale sul piano trasversale: dalle mani sopra il petto, scendi lateralmente, poi risali verticalmente.

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2. Cose da fare (esecuzione corretta) - step by step

a. Siediti con i manubri sulle cosce e usali come leva per distenderti in sicurezza.

b. Piedi ben piantati a terra, così che aiutino nella stabilità.

c. Imposta un corretto set scapolare!

Il set scapolare prevede un mix di movimenti di adduzione (avvicinare le scapole) e depressione (abbassare le scapole).

Sembra difficile? Prova tu stesso! In parole più semplici, è come "mettersi sull'attenti" con il petto aperto e le spalle in fuori.

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Adduzione + depressione scapolare

Puoi provare ad esercitarti nei movimenti scapolari anche con un semplice bastone, la vera difficoltà starà nel riprodurre il movimento corretto durante l'esercizio della panca piana con manubri.

d. Una volta trovato il set corretto, inizia portando i manubri sopra il petto (anche aiutandoti con le gambe), polsi dritti, e gomiti a 40–50° dal busto.

Importante! l'ampiezza dei gomiti è fondamentale nella riuscita dell'esercizio.

Allo stesso modo, se i gomiti sono troppo chiusi verso il busto spostiamo il focus di spinta maggiormente verso i tricipiti. Ma noi stiamo facendo un esercizio per il petto, quindi limitiamo questa variante per altri contesti.

e. Fase eccentrica (discesa) scendi in 2–3 secondi fino a che i gomiti raggiungono circa la linea della panca, ma se hai una buona mobilità e non soffri di fastidi o iperlassità di spalla, puoi scendere anche di più.

e. Spingi verso l’alto mantenendo la traiettoria verticale, senza ruotare o convergere troppo.

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3. Cose da non fare (errori comuni)

Aprire i gomiti a 90°: . Avere i gomiti troppo aperti sposta il carico dal pettorale al deltoide, aumentando enormemente il rischio di infortunio e di impingement.

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Gomiti troppo aperti, circa 90°

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Gomiti in posizione corretta, circa 45°

Perdere la retrazione scapolare durante la serie. Come anticipato, riuscire a mantenere un corretto set scapolare può essere difficile all'inizio, tuttavia è il modo migliore per scaricare al meglio il peso sul pettorale e per salvaguardare la salute delle tue spalle!

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Perdita set scapolare
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Set scapolare corretto

Piedi in aria o instabili: NO. Salvo allenamenti molto specifici di atleti agonisti (vedi powerlifting) non ha senso in generale portare le gambe in aria, se non a perdere di maggiore stabilità e ad impedirci di inserire delle reali progressioni di intensità.

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I piedi in aria non servono a nulla!

Estensione eccessiva dei polsi: la linea di forza esercitata dal bilanciere è perpendicolare al terreno. Dobbiamo fare in modo che questa perpendicolarità sia rispettata anche dalla posizione del nostro polso, evitando eccessive estensioni. Queste sono molto rischiose per la salute della nostra articolazione e sono svantaggiose perchè riducono il potenziale di carico sollevabile.

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4. Pro tips & biomeccanica

I manubri offrono un range di movimento (ROM) più ampio rispetto al bilanciere. Un bel vantaggio, certo, ma va gestito con attenzione: sfruttalo solo se riesci a controllare il gesto in ogni fase e soprattuto se non soffri di problematiche articolari alla spalla. Nel punto più basso del movimento, ad esempio, le maniglie dovrebbero trovarsi all’altezza del centro del petto.

Se sei un intermedio/esperto potresti considerare l'idea di sfruttare parziali in allungamento, questo per poter aumentare il carico esterno più facilmente. Gli ultimi gradi del movimento attivo (quando risaliamo con i manubri) sono quasi interamente a carico dei tricipiti, che estendono il gomito. Lo sticking point è un fattore che ci limita nel caricare di più e inserire progressioni di intensità più nette se il focus principale vuole essere il pettorale. In soldoni, allunga bene il muscolo alla fine della fase eccentrica ed evita una completa risalita, poichè superflua.

Spesso si dice di retrarre le scapole “per proteggere”, ma il discorso è più interessante di così: retrarle e abbassarle serve anche a coinvolgere meglio il pettorale, ottimizzando l’attivazione muscolare.

Un altro aspetto da non trascurare è la posizione dei polsi. Mantenere un assetto neutro (senza piegarli indietro) ti permette di trasmettere meglio la forza e mantenere una linea meccanica più efficiente.

Siamo alla fine… ma adesso?

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Ti alleni da tempo ma non vedi risultati? Spesso il problema non è la scheda, ma la mancanza di progressione. Per migliorare davvero, il corpo ha bisogno di stimoli crescenti: più controllo, più intensità e la capacità di avvicinarsi gradualmente al limite, sempre in sicurezza.

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5. Varianti e luoghi comuni

Le spinte "strette", sono una variante interessante per alleggerire il lavoro sulla spalla e coinvolgere maggiormente l'attivazione dei tricipiti. In base all'obiettivo e alla persona può essere utile inserirla.

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Cosa importantissima, fare l'arco sulla panca non fa male alla schiena.

Il carico è distribuito in modo trasversale rispetto all'andamento del rachide, i dischi vertebrali sono più che al sicuro in quanto l'unico schiacciamento è quello dato da una fisiologica lordosi lombare che applichiamo intenzionalmente facendo l'arco. Per quanto un minimo di tensione si crei, questa è più che giustificata perchè ci consente un corretto set scapolare e di salvaguardare la spalla da un rischio ben più reale.

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"La panca piana è migliore per la massa"! Quante volte lo abbiamo sentito? Eppure... non è così.

La panca piana sicuramente consente di caricare di più ed in modo relativamente sicuro, tuttavia ha un ROM più limitato in allungamento per via proprio del bilanciere. Inoltre, l'uso dei manubri è sempre da consigliare anche ai neofiti, in quanto ha una funzione propriocettiva non indifferente. Imparare a gestire il movimento, il peso e la traiettoria è uno step fondamentale per imparare ad allenarsi al meglio e con maggior consapevolezza.

Autore dell'articolo

Luca Franciosi
Biologo Nutrizionista
Ordine dei Biologi
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Il Dott. Luca Franciosi è biologo nutrizionista, chinesiologo e personal trainer. Grazie a una formazione multidisciplinare, integra nutrizione e attività fisica nella costruzione di percorsi personalizzati, orientati al miglioramento della salute, della composizione corporea e delle abitudini quotidiane.

Ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e l’abilitazione alla professione di biologo, dopo una prima laurea in Scienze Motorie a indirizzo biosanitario. Ha inoltre approfondito la propria preparazione con un Master di I livello in Nutrizione clinica e diverse formazioni dedicate all’allenamento e all’esercizio posturale.

All’interno di Theia si occupa di accompagnare le persone nel percorso nutrizionale, combinando rigore scientifico, ascolto e indicazioni concretamente applicabili alla vita quotidiana. La doppia competenza in nutrizione e movimento gli consente di considerare alimentazione ed esercizio come parti complementari dello stesso percorso di salute.

FAQ

Meglio panca con bilanciere o con manubri?

I manubri permettono più ROM e stimolano meglio il petto nei punti di allungamento. Ottimi per chi ha asimmetrie o fastidi articolari.

L'arco lombare è sicuro?

Si, non c'è modo di scaricare peso sui dischi vertebrali. L'arco facilita il set scapolare e va fatto in modo fisiologico (senza eccedere nell'estensione lombare).

Meglio un full ROM o parziali in allungamento?

Dipende. Se sei un intermedio/avanzato e non hai problemi articolari di spalla potresti valutare l'inserimento di parziali in allungamento. Se sei un principiante o hai rigidità meglio optare per il full ROM e risalire in modo completo.

Contenuto revisionato da:

Gianluca Citino
Medico Chirurgo
Ordine dei Medici di Trapani
4393

Il Dott. Gianluca Citino è medico e Direttore sanitario di Theia, centro medico specializzato in nutrizione clinica, dove coordina l’attività sanitaria e contribuisce allo sviluppo di percorsi assistenziali fondati sulle evidenze scientifiche e sul lavoro multidisciplinare.

Laureato in Medicina e Chirurgia con 110 e lode presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha maturato esperienze formative anche in ambito oncologico presso il Beatson West of Scotland Cancer Centre di Glasgow. Da anni si dedica alla divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, della prevenzione e della salute, rendendo comprensibili e accessibili anche gli argomenti più complessi.

È inoltre docente e responsabile scientifico di corsi ECM, attraverso i quali contribuisce alla formazione e all’aggiornamento continuo di medici, nutrizionisti e altri professionisti sanitari.

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